È stato il tema del futuro urbanistico e della vivibilità di Scafati al centro dell’incontro promosso sabato dal Pd, che ha messo a confronto cittadini, amministratori e rappresentanti del partito sui contenuti del nuovo Puc. Dal dibattito è emersa la richiesta di un cambio di passo nella gestione della città e di maggiore chiarezza sulle scelte che incideranno sul suo sviluppo nei prossimi decenni.
«Questo Puc non risolve nessuno dei problemi e delle contraddizioni che vive la nostra città, dall'assenza di verde pubblico e parcheggi, alla questione di uno sviluppo ordinato sia del tessuto urbanistico che della città. E privilegia una visione discrezionale e privatistica dell'urbanistica e della cosa pubblica, proprio nello stile del sindaco. Vogliamo una città vivibile e dove famiglie e imprese possano crescere in sicurezza, dignità e con pari opportunità per tutti. Ci troviamo invece dinanzi al solito papocchio amministrativo di Aliberti, e all'ennesimo cedimento alla rendita e alla speculazione, proprio come nel caso delle Zes», dichiara il consigliere comunale Michele Grimaldi.
Al centro del confronto anche il rapporto tra le trasformazioni previste dal Piano e la necessità di recuperare spazi e servizi pubblici.
«La nostra non è una posizione contro lo sviluppo, ma un’idea diversa di sviluppo: prima viene la città pubblica, con parchi, verde, parcheggi, impianti sportivi, servizi e spazi di aggregazione, e poi il resto», afferma il segretario del Pd e consigliere comunale di Scafati, Francesco Velardo. «Chi governa deve avere il coraggio di scegliere oggi dove e come intervenire, anche quando questo significa incidere su interessi particolari. C’è poi un altro tema che i cittadini devono comprendere: con un Piano che rinvia molte scelte e lascia margini interpretativi così ampi, si rischiano risposte diverse anche di fronte a situazioni analoghe. Non c’è sufficiente certezza su cosa si possa fare, su dove e secondo quali criteri».
Sul piano tecnico, Michele Russo, delegato del Pd all’Urbanistica, sottolinea: «Il Puc presenta, a nostro avviso, una contraddizione di fondo: riconosce un grave deficit di standard urbanistici, con una dotazione inferiore a 7 mq per abitante rispetto ai 18 assunti come riferimento, ma non adotta contestualmente il piano operativo che dovrebbe indicare concretamente dove, come e quando recuperare verde, servizi e spazi pubblici. Si rischia così di definire le possibilità di trasformazione della città rinviando a un momento successivo la soluzione delle sue principali carenze. A questo si aggiungono diverse disposizioni delle norme tecniche di attuazione formulate in modo eccessivamente generico, che lasciano margini interpretativi troppo ampi. Su scelte urbanistiche così rilevanti servono invece regole chiare, criteri predeterminati e un interesse pubblico concretamente verificabile».
A sintetizzare il senso del confronto è Margherita Rinaldi, vicesegretaria del Pd di Scafati: «È emerso chiaramente, attraverso gli interventi di chi ha partecipato, il bisogno di un cambio di passo profondo nella gestione e nell’amministrazione della città. Il livello della qualità di vita si è notevolmente abbassato e questo ci indica non solo la strada ma ci convince ulteriormente che la nostra attenzione su standard, spazi pubblici, parcheggi e mobilità, oltre alla riqualificazione del centro storico e all’attenzione per le periferie, sia giusta e sentita».