Sarno. Lavori al Canale Conte bloccati dal 95’: la Regione condannata dal Tribunale di Napoli, sborsa 8 milioni di euro

24 Settembre 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero 

Sarno. Lavori al Canale Conte bloccati dal 95’, ma la Regione Campania condannata dal Tribunale di Napoli sborsa 8 milioni di euro alla ditta. Il Canale del Conte, un’opera di ingegneria idraulica ideata nel ’500, i cui lavori iniziarono nel 1987 e furono poi sospesi a causa di problemi al progetto iniziale dovuti all'attraversamento dell’area archeologica di Pompei. La sospensione dei lavori avvenne il 18 ottobre del 1995, data in cui furono eseguiti 18 km su 20 di canale interrato per un importo di 75 milioni di euro. Il canale, ad oggi, non ha sbocco ed è chiuso da un tappo di cemento. Oggi il blocco, creerebbe, secondo i tecnici, degli allagamenti con effetti nocivi arrecanti seri problemi alla salute dei residenti nei territori di Pompei, Poggiomarino, Boscoreale e Scafati, ed in parte anche di Sarno. Il canale, nasce nello specifico in località Foce a Sarno, lungo la sorgente Rio Foce, e attraversa la piana Vesuviana; nel corso degli anni, sono stati stanziati decine di milioni di euro per dei lavori che risultano ancora non completati e addirittura abbandonati dalla Regione Campania. Tornato a ritroso nel tempo, nel lontano 1986, i lavori di “sistemazione del Canale Conte di Sarno” vennero affidati al Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna che ricevette dalla Regione Campania la concessione per la progettazione e realizzazione dell’opera pubblica. Tali lavori, nel 1987, furono autorizzati anche dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei con la prescrizione che, ove si fossero realizzate opere in fondazione al di sopra del livello archeologico, dovevano essere eseguiti saggi a trivella nonché saggi da decidersi sul posto, laddove la Soprintendenza avesse rilevato elementi di interesse archeologico. Nel 95, poi, ci fu la sospensione delle opere disposta dal Direttore dei lavori a seguito di un’Ordinanza emessa dal Prefetto di Napoli, Commissario di Governo, motivata da un interesse pubblico, ed ovvero per “ Il rinvenimento di reperti archeologici all'imbocco della galleria degli scavi di Pompei». Dalla data di sospensione dei lavori, questi non sono più ripresi, con la conseguenza che è insorto un contenzioso tra il concessionario e le ditte private, e con la Regione Campania che ha dato luogo a vari lodi arbitrali che l’hanno vista sempre parte soccombente della vertenza. Al riguardo, la Giunta Regionale della Campania, con deliberazione del settembre 2005, decise di impugnare il lodo arbitrale e propose istanza di sospensiva di esecutività del lodo alla Corte di Appello di Napoli. Tale azione giudiziaria venne rigettata dalla Corte di appello di Napoli, facendo scaturire altre impugnazioni fino ad arrivare alla sentenza del 24 ottobre 2018, con cui il la magistratura napoletana ha condannato la Regione Campania al pagamento di 8 milioni e 200 mila euro per il contenzioso sorto per l’opera idraulica denominata “Sistemazione del Canale Conte Sarno”. Il 10 settembre scorso, pertanto, la Giunta Regionale della Campania ha deliberato il riconoscimento del debito fuori bilancio in virtù della sentenza della Corte di Appello di Napoli, onde evitare un’azione esecutiva del Consorzio Cooperative e Costruzioni di Bologna. Ad inizi del duemila, il Parlamento costituì una commissione di inchiesta sulla gestione dei lavori del fiume Sarno. L’inchiesta fece grande scalpore e , tra gli affidamenti finiti nel mirino della Commissione Antimafia, vi fu anche quello della progettazione del Canale Conte di Sarno.

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