Dal 01.06.2015, i contribuenti i contribuenti dotati per obbligo di legge o per scelta di un indirizzo pec dovranno prestare ancora maggiore attenzione.
Infatti, col decreto sulla semplificazione e razionalizzazione delle norme sulla riscossione è stato previsto per Equitalia l’obbligo di notifica degli atti di riscossione alle imprese individuali, a quelle costituite in forma societaria, ai professionisti iscritti in albi e elenchi, nonché alle persone fisiche che ne facciano richiesta, esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante dall’indice nazionale Ini-pec (https://www.inipec.gov.it).
Inoltre, nel caso in cui l’indirizzo pec non sia valido, sia inattivo, o nel caso in cui la casella di posta elettronica risultasse satura, nonostante un secondo tentativo di trasmissione effettuato a 15 giorni dal primo, l’atto sarà inviato telematicamente alla Camera di Commercio competente per territorio e sarà sempre reperibile on-line in un’apposita sezione del sito internet della medesima Camera di Commercio. Il destinatario dell’atto sarà poi informato del deposito telematico dell’atto tramite una raccomandata cartacea con avviso di ricevimento.
Per i contribuenti persone fisiche, l’utilizzo dello strumento telematico rimane, invece, facoltativo. La notifica potrà avvenire via pec solo qualora ne facciano espressamente richiesta all’indirizzo indicato nella richiesta stessa o successivamente all’Agente della riscossione.
C’è da dire che, già da qualche anno, Equitalia aveva avviato in via sperimentale, la notifica a mezzo pec di atti di riscossione nei confronti delle società dotate per obbligo di legge dell’indirizzo pec. Tuttavia, due recentissime pronunce delle Commissioni Tributarie Provinciali di Lecce (n. 6117/2016) e di Napoli (n. 1817/2016) hanno messo in dubbio la validità di tali notifiche telematiche, ritenendole prive delle garanzie di una raccomandata tradizionale, posto che al contribuente viene trasmessa solo una copia informatica -come tale priva di valore giuridico- e non l’originale della cartella di pagamento, che rimane nelle mani di Equitalia.
Avv. Lucia Cerino