Spettacolo."fattarielle e ‘nciuce”: “A Zanì, non sai cosa ti sei persa!”

27 Ottobre 2020 Author :  

di Francesco Apicella

Alberto mi aveva invitato come madrina per un suo film, a Bologna”, chi racconta è la bravissima e simpatica Iva Zanicchi, dalla voce straordinaria e dotata di un talento comico naturale prorompente e irresistibile; seduta, comodamente, nel salotto di Mara Venier, a Domenica in, Iva ha raccontato questo gustoso aneddoto che coinvolge lei e il grande Alberto Sordi. “Ero andata insieme a Giuseppe Savoldi, calciatore del Bologna, all’evento cinematografico di Alberto. Allora, io ero molto timida e, a tavola, con tutti i produttori intorno, mi sentivo a disagio, all’idea che tutti avrebbero pensato che fossi la sua amante, io sono astemia ma, per darmi coraggio, cominciai a bere, prima un bicchierino, poi 2, 3, 4, fino a che mi sono completamente ubriacata. Meno male che in sala, fuori del tavolo, c’era un ragazzo, che era il discografico, gli ho fatto un cenno e lui è venuto subito a soccorrermi. “La signora non sta tanto bene!”, ha detto a tutti Mi ha preso per un braccio e mi ha portato fuori dal ristorante, non mi reggevo in piedi e avevo un forte senso di nausea, tipico dell’ubriaco alla sua prima esperienza, c’era nelle vicinanze un bel cespuglio di rose, ne ho approfittato e l’ho innaffiato tutto, abbondantemente. Il ragazzo, poi, è entrato nel ristorante è ha avvertito i presenti che mi avrebbe accompagnato in albergo perché non stavo molto bene.Una volta in camera, mentre mi stavo per spogliare, sento bussare alla porta. Pensando che fosse il discografico, apro la porta “Non dormo qui!”, mi dico “torno con lui a Milano!”Invece, chi aveva bussato alla porta, non era il ragazzo, era lui, Alberto Sordi. “O Dio, Alberto!” gli dico “ho fatto una figura!” “Ma no!” mi dice lui, per confortarmi “non ti preoccupare, sono cose che capitano”; lo guardo e gli dico:” Va pure in camera tua ti raggiungo subito”; non potevo non andare a dirgli che non stavo bene. Busso alla sua porta, lui mi apre e subito mi butta sul letto, cominciando a “ravanare” (pomiciare n.d.r), io avevo un vestito aderentissimo, come una pelle umana. Sentendomi toccare, in quel momento, mi è passata, di colpo, l’ubriacatura. “O Dio, cosa sto facendo!” ho pensato e, senza indugio, gli ho detto:” Alberto, vado in camera mia, vado a togliermi questo paludamento che ho addosso”, “Fa presto! Torna subito!” mi ha risposto. Io esco, vado in camera e, ormai lucida, mi sono comportata da vigliacca, ho chiamato il discografico, siamo scesi per andare via e ho lasciato il classico bigliettino “Scusa, Alberto, ma mi è arrivata una telefonata urgente e devo andare di corsa a casa”. Così sono partita subito, di notte, con dentro un gran magone perché mi dispiaceva di essermi comportata così vigliaccamente. Dopo due giorni dovevo partire per una turnè in Australia e ho pensato:”mi sono giocata questo grande attore, un monumento nazionale, potevo anche starci, boia di un mondo ladro, tric e trac, finiva lì e arrivederci, mica mi voleva sposare”. Ritorno dall’ Australia dopo 40 giorni, qualche giorno prima del mio compleanno; il giorno del mio compleanno mi arriva una telefonata, era lui che mi chiamava per farmi gli auguri, pensavo che fosse uno scherzo, invece era proprio lui, mi ha augurato buon compleanno e, prima di chiudere la telefonata, mi ha detto:”A Zanì, non sai cosa ti sei persa!”. Da allora siamo diventati amici, mi ha telefonato altre volte, in occasione del mio compleanno, mi ha mandato dei fiori, ci siamo rivisti a Canzonissima, dove io ero in gara e, anche lì, mi ha abbracciata e mi ha fatto gli auguri. Alberto non era solo un grandissimo attore, era anche un uomo di un’umanità straordinaria, generoso e sensibilissimo nei riguardi dei paesi del terzo mondo. Quando ero europarlamentare, mi hanno mandato in un paese poverissimo dell’Africa, quando sono arrivata sono andata a trovare dei sacerdoti meravigliosi che insegnavano ai bambini a leggere e scrivere. Sulla porta dell’istituto c’era una targa su cui era scritto:”Riconoscenza eterna per Alberto Sordi” e Alberto, contrariamente a quanto si è sempre detto di lui, speculando su una sua ipotetica avarizia, era invece un uomo meraviglioso che, durante la sua vita, senza dirlo a nessuno, ha sempre fatto tantissima beneficenza. Grazie, Iva, per averci restituito questa bellissima immagine di Alberto Sordi e per i tuoi preziosi, divertenti e commoventi aneddoti della tua vita, che hai raccolto nei tuoi libri, di cui l ‘ultimo , intitolato “Nata di luna buona” ed edito dalla Rizzoli è, come i precedenti, bellissimo, coinvolgente ed emozionante.

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