Stampa questa pagina

Il bipolarismo forzato fa male al paese

14 Aprile 2026 Author :  

di Raffaele Vitolo*

Circa un anno fa, il Presidente del Consiglio andava al congresso di azione per un intervento.
Il tentativo fallito del terzo polo (Renzi/ Calenda) -Stati Uniti d’Europa- si è consumato con lo schianto elettorale delle europee (nel 2024). Ovviamente questo fallimento riporta la politica in uno schema di bipolarismo classico.
Renzi gioca in anticipo e si riposiziona nel centro sinistra, cercando di sviluppare l’identità laburista blairiana in quel contesto. Calenda, invece, attende e fa un po’ di centro con un po’ di sinistra. Ma nel frattempo organizza il partito.
Il 29 marzo 2025, il Presidente del Consiglio interveniva al congresso di azione. Un intervento politico di elevata dimensione istituzionale, di una sensibilità democratica e di empatia prospettica.
Per costruire dei percorsi bisogna avere la capacità di operare al minimo comune denominatore. Il minimo denominatore potrebbe essere il ruolo dell’Europa, potrebbe essere il sostegno all’Ucraina, potrebbe essere il ruolo in Medio Oriente e molti temi. Di comune, inoltre, non saprei, se non altro la necessità aritmetica di costruire la maggioranza di governo del domani.
Dunque, questa spaccatura sociale che viene da lontano si è manifestata all’ennesima potenza con il referendum giustizia di poche settimane fa.
Il “no” gridava alla sottoposizione della magistratura alla politica, il “sì” – non doveva nascondersi dietro una questione meramente tecnica- e doveva cercare di spiegare alla gente le necessità della riforma.
Ma questa volta la lacerazione non potrà essere “sanata” anche perché il giorno dopo il voto sono aumentate le distanze, le distanze sociali culturali, la distanza tra le stanze dei bottoni…

*avvocato penalista

Articoli correlati (da tag)