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Progressi contro l'epatite, ma ancora 1,3 milioni di morti nel 2024

29 Aprile 2026 Author :  

Passi avanti contro le epatiti.

Rispetto al 2015, nel mondo, il numero annuale di nuove infezioni da epatite B è diminuito del 32% e i decessi correlati all'epatite C sono scesi del 12%.

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Anche il numero di bambini affetti da epatite B è sceso notevolmente. Nonostante ciò, l'impatto di queste due infezioni resta altissimo: nel 2024, insieme, hanno fatto registrare 1,8 milioni di nuovi casi (4.900 al giorno) e 1,34 milioni di morti. Sono alcuni dei dati del 'Global Hepatitis Report 2026', publicato oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e che mostra come l'Italia sia tra i Paesi con migliori risultati nel contrasto alle epatiti.

"In tutto il mondo, i paesi stanno dimostrando che eliminare l'epatite non è un sogno irrealizzabile, è possibile con un impegno politico sostenuto, sostenuto da finanziamenti interni affidabili", ha dichiarato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Allo stesso tempo, questo rapporto mostra che i progressi sono troppo lenti e irregolari.

Molte persone rimangono non diagnosticate e non trattate a causa dello stigma, dei sistemi sanitari deboli e dell'accesso iniquo alle cure". Il rapporto mostra, che, nel 2024, 287 milioni di persone vivevano con un'infezione da epatite cronica B o C. Sono state 900 mila le nuove infezioni da epatite B, il 68% in Africa. Tuttavia, in quest'area geografica, solo il 17% dei neonati ha ricevuto la vaccinazione alla nascita. Anche per l'epatite C si sono verificati 900 mila nuovi casi l'anno, il 44% in persone che facevano uso di droghe per via iniettiva.

A livello globale preoccupa lo scarso accesso alla diagnosi e al trattamento. Delle 240 milioni di persone che soffrono di epatite cronica B, meno del 5% è in cura. Non è diversa la situazione dell'epatite C: da quando nel 2015 sono disponibili i nuovi farmaci antivirali ad azione diretta, che consentono di guarire dall'infezione al 95% dei pazienti, solo il 20% ha avuto accesso al trattamento. Il risultato è che nel 2024 1,1 milioni di persone sono morte per ragioni correlate all'epatite B e 240 all'epatite C. La cirrosi epatica e il tumore del fegato sono le principali cause di morte.

L'Italia è annoverata tra gli esempio positivi. Il nostro paese, storicamente caratterizzato da un carico elevato di infezione da Hcv, è riuscito a curare oltre 300 mila persone con i farmaci antivirali ad azione diretta. L'avvio di un programma di screening per i nati tra il 1969 e il 1989 ha consentito di raggiungere una copertura del il 17% nella popolazione generale, il 47% tra le persone tossicodipendenti e oltre il 70% negli istituti penitenziari. Tutto ciò ha consentito di ridurre drasticamente l'impatto delle malattie epatiche associate all'infezione e dei ricoveri ospedalieri correlati. Inoltre, "l'Italia è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di una riduzione del 65% della mortalità correlata all'Hcv entro il 2030", conclude il rapporto.

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