"Non sono intelligente, sono un genio. E molto stabile". Dopo che le sue capacità mentali sono state messe nuovamente in discussione da 'Fire and fury', il libro del giornalista Michael Wolff che sta scuotendo la Casa Bianca, Donald Trump si è vantato delle sue facoltà intellettuali con una raffica di tweet da Camp David, dove ha riunito nel weekend i maggiorenti repubblicani per l'agenda 2018 e le elezioni di midterm.
"Ora che la storia della collusione con la Russia, dopo un anno di intense ricerche, si è rivelata una bufala totale, i democratici e i loro tirapiedi, i media produttori di fake news, hanno tirato fuori il vecchio manuale Ronald Reagan e sbraitano sulla stabilità mentale e l'intelligenza", ha esordito, evocando l'alzhemeir su cui si speculava a proposito del suo predecessore, che lo rivelò solo cinque anni dopo aver lasciato la Casa Bianca. "In realtà - ha aggiunto il tycoon - per tutta la mia vita le mie qualità migliori sono state la stabilità mentale ed essere veramente intelligente. Anche 'Hillary la corrotta' ha provato a giocare queste carte e come tutti avete notato, le si sono bruciate tra le mani... Sono passato dall'essere un imprenditore di successo a una star della tv a presidente degli Stati Uniti (al primo tentativo). Credo che questo mi caratterizzi non come un uomo intelligente, ma come un genio. E un genio molto stabile!", ha cinquettato, prima di attaccare in conferenza stampa Wolff ("un imbroglione che non ho mai incontrato") e il suo libro ("un'opera di fiction noiosa e falsa"). Quanto al resto, non rinnega nulla: "Tutto quello che ho fatto è giusto al 100%".