Solo 13 dei 17 migranti che avrebbero dovuto lasciare la nave Diciotti per emergenze mediche sono effettivamente scesi dal pattugliatore della Guardia Costiera. Quattro donne, infatti, si sono rifiutate di scendere perchè sono con dei familiari e hanno preferito rimanere a bordo con loro. I primi a scendere da nave Diciotti sono stati tre uomini, seguiti da una donna. Tutti vengono 'fotosegnalati', uno per uno, come previsto, alla fine della scaletta e poi fatti salire su ambulanze e mezzi della Croce rossa italiana che sono in colonna sul molo di Levante e che partiranno scortati dalla polizia di Stato e dalla guardia costiera fino all'ospedale Garibaldi di Catania. Lo sbarco per motivi sanitari interessa 11 donne e 6 uomini: cinque uomini hanno la scabbia, oltre che soffrire di malattie respiratorie infettive come la polmonite o la tubercolosi, e il sesto un'infezione urinaria. Il 'medivac' si rende necessario per il rischio di contagio e la promiscuità. I sei saranno portati nel centro di biocontenimento dell'ospedale Garibaldi centro. Sono state violentate in Libia le undici donne che sono su nave Diciotti e che saranno evacuate per emergenza medica dal pattugliatore della Guardia costiera. I medici hanno accertato i segni delle violenze subite nei centri dei trafficanti umani e disposto il ricovero delle vittime nel'ospedale Garibaldi di Catania. A bordo resteranno complessivamente 123 persone tra eritrei, migranti delle Isole Comore, bengalesi, siriani, un egiziano ed un somalo. Mercoledì scorso erano già scesi dalla nave 27 minori non accompagnati.
Salvini, se Ue non risolve veto a bilancio - Per la soluzione della vicenda Diciotti "stiamo lavorando con alcuni Paesi, con alcune realtà più vicine a noi". Per l'Ue "la musica è cambiata, non c'è più un governo schiavo e complice e difende gli interessi nazionali. C'è un bilancio che dovranno approvare all'unanimità? Il voto dell'Italia non c'è e non ci sarà" finché non si risolve il problema migranti. Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini in diretta su Rainews24 da Pinzolo. "Mi spiace c'e' qualche giudice che ha tempo di interrogare funzionari pubblici: vengano direttamente da me, mi sembra meschino prendersela con dei funzionari quando c'è un ministro e un vicepresidente del consiglio che si prende la responsabilità di dire No; se non lo avessi fatto non avremmo il calo degli sbarchi e le ong fuori dai piedi". Lo ha detto Matteo Salvini a Rainews24 in collegamento da Pinzolo.
Nave Diciotti, contatti tra Ps-manifestanti - C'è stato un contatto tra forze dell'ordine e manifestanti che hanno tentato di forzare l'accesso al molo di Levante del porto di Catania dove è ormeggiata la nave Diciotti. Una decina di giovani con salvagenti e tavolette si sono lanciati a mare nel tentativo di raggiungere il pattugliatore della Guardia Costiera gridando 'libertà, libertà'. Sul posto stanno operando motovedette della polizia, della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera per bloccare i giovani che tentano di nascondersi tra le barche ormeggiate nel porto. Diverse centinaia di persone si sono radunate sul molo di Levante a Catania per prendere parte alla manifestazione antirazzista a sostegno dei 150 migranti che da cinque giorni sono a bordo della nave della nave Diciotti della guardia costiera. La manifestazione è organizzata dalla rete antirazzista. I manifestanti esibiscono bandiere della pace, no Muos, Legambiente, Cgil, Usb ed Arci. Presenti anche gli scout. Alcuni cantano 'Bella ciao'
Intanto a Roma il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha ascoltato come persone informate dei fatti alcuni funzionari del ministero dell'Interno nell'ambito dell'inchiesta sulla nave della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Le audizioni si sono tenute negli uffici della Procura di Roma. Sui migranti si sta consumando un duro scontro tra il governo italiano e l'Europa, dopo il nulla di fatto dalla riunione degli sherpa a Bruxelles sul caso Diciotti e più in generale su un documento sugli sbarchi. Di Maio e Salvini minacciano di non pagare la quota dell'Italia all'Ue se non si trova una soluzione sugli sbarchi, ma la risposta comunitaria è durissima: "Così non si va da nessuna parte".