Vini di prestigio italiani: consigli per acquisti

27 Ottobre 2020 Author :  

Anche il vino italiano ha dovuto fare i conti con il Covid nel primo semestre dell’anno, periodi in cui il settore si è dovuto rassegnare alla prima contrazione in termini di vendita da 30 anni a questa parte, con il calo registrato attestato nell’ordine del 4%. 

Calo da addebitare proprio alla pandemia in atto, se si pensa che nel primo trimestre del 2020 i nostri vini erano avanzati del 5%. Va comunque considerato che il calo in atto riguarda solo marginalmente i vini pregiati, che sono visti anche come un vero e proprio investimento, in un momento in cui puntare soldi su asset finanziari rappresenta un rischio di non poco conto. Andiamo quindi a vedere alcuni vini i quali potrebbero rivelarsi un ottimo investimento.

Il Barolo: la cantina Voerzio

La prima menzione spetta al Barolo, ovvero il vino italiano più conosciuto nel mondo, insieme al Brunello di Montalcino e all’Amarone. Una fama che è resa possibile anche dal lavoro messo in atto da vignaiuoli di grande fama, i quali si propongono di conservarla e rafforzarla nel tempo. Come fa ad esempio Roberto Voerzio, la cui cantina, nata nel 1986 a La Morra, è tra le più apprezzate in assoluto dai cultori di ogni parte del globo. Basti pensare che una bottiglia di “Rocche dell’Annunziata” esige l’esborso di non meno di 500 euro per l’acquisto, ma può triplicare tale valore in pochi anni di conservazione.

L’Amarone di Romano Del Forno

Un altro grande classico, tra i vini di pregio è rappresentato dall’Amarone di Romano Del Forno, un vero e proprio must per gli amanti del vino, anche all’estero (in particolare i giapponesi, che non mancano ogni anno di sostenerne la vendita nel loro Paese). La preparazione della bevanda prevede un periodo di appassimento del vendemmiato che dura sino a dicembre, quando l’uva viene pigiata. Una volta terminata la fermentazione inizia la fase dedicata all’invecchiamento che dura tre anni, all’interno di barrique nuove, e prelude ad un ulteriore biennio di riposo in bottiglia. Nel caso dell’Amarone, l’annata cui fare riferimento è il 2008, giudicata estremamente promettente dagli esperti. Per la quale servono non meno di 700 euro.

Il Brunello di Montalcino, nel 1997 l’annata del secolo

Infine il Brunello di Montalcino, tra i cosiddetti vini toscani pregiati e per il quale occorre partire da una data: Ovvero il 1997, considerata quella del secolo per la bevanda toscana. Annata magica anche per Biondi Santi, ormai una vera e propria icona per chi ama questo vino. Il suo Brunello è i un classico, cui contribuisce la maturazione di 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Anche in questo caso per poterne avere una bottiglia è necessario rassegnarsi ad investire non meno di 700 euro. Soldi sicuramente ben spesi.

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