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Carabiniere accusa un collega di dichiarazione falsa: brigadiere assolto dopo 8 anni

05 Luglio 2023 Author :  

Carabinieri accusa collega per dichiarazione falsa dopo un intervento di un sospetto tentativo di furto in una abitazione, dopo anni di processo assolto il brigadiere. Una vicenda tutta interna all'arma dei carabinieri, ma dopo anni di processo viene ristabilita la verità con l'assoluzione. 

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Giudice Cesare) ha assolto il Brigadiere dei carabinieri Giuseppe Fiorillo, all'epoca dei fatti in servizio presso l'aliquota Radiomobile della Compagnia CC di Marcianise, dalla grave accusa di falsità in atto pubblico. La vicenda risale ad ottobre 2015 quando, a seguito di una segnalazione di sospetto tentativo di furto in abitazione nel comune di Gricignano, interveniva l'aliquota radiomobile di Marcianise. Il procedimento penale nasce da un'annotazione di servizio redatta dall'appuntato, nella quale accusava il collega Fiorillo di aver redatto una relazione falsa, descrivendo le fasi salienti dell'intervento effettuato. La sera del 18 ottobre 2015, terminate le operazioni di controllo su una Fiat Punto, ne prelevavano la targa posteriore, perché appartenente ad un'altra autovettura. Nel mentre rientravano in ufficio a Marcianise, improvvisamente il Fiorillo avrebbe lanciato dal finestrino la targa. Per questo motivo i due militari ebbero una discussione animata ed il Fiorillo gli avrebbe riferito che quella targa costituiva solo una perdita di tempo per l'ufficio.
Il giorno dopo l'apuntato si sarebbe portato sul posto ove la targa era stata buttata e l'avrebbe recuperata. Successivamente, viene fuori una annotazione a firma dei due militari nella quale non si dà atto del ritrovamento della targa effurtata. La Procura di Santa Maria, pertanto, indaga sia l'appuntato che Fiorillo per il reato di falso ideologico, ritenendo che il contenuto dell'annotazione fosse falso. Seguono perizie grafologiche, e le indagini si concludono con l'archiviazione dell'appuntato mentre il Fiorillo viene rinviato a giudizio.
Nel corso del processo non sono mancati colpi di scena, con i testi (quasi tutti carabinieri) che hanno manifestato amnesie ed inesattezze che hanno finito per favorire la versione dell'imputato. Il Fiorillo ha dimostrato che il collega aveva inventato la incredibile storia del lancio della targa dall'auto per mero spirito di vendetta. Infatti, precedentemente ai fatti, il Fiorillo aveva segnalato ai suoi superiori il comportamento non ortodosso dell'appuntato durante il servizio.
All'esito di lunga ed articolata istruttoria dibattimentale, il Giudice sammaritano ha accolto la tesi difensiva, rappresentata dall'avvocato Walter Mancuso, ed ha assolto l'imputato che, dopo un incubo durato 8 lunghi anni, è scoppiato a piangere in aula.

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