Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo filone d'inchiesta per l'uccisione di Chiara Poggi, è stato convocato per l'interrogatorio in mattinata.
Si presenterà ma non risponderà alle domande e chiederà di rendere l'interrogatorio quando avrà letto e 'studiato' gli atti e avrà depositato l'esito di una consulenza sulla sua personalità.
Andrea Sempio, domani in procura a Pavia dall'aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano come il solo e unico autore dell'omicidio di Chiara Poggi, terrà la linea del silenzio. Una scelta diversa da quella delle cugine di Chiara, Stefania e Paola Cappa, che sono state sentite ieri dagli inquirenti come testimoni. "Audizioni - dicono i legali - con spirito collaborativo".
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A comunicare la posizione di Sempio è stato stamane uno dei suoi legali, Liborio Cataliotti, dopo che lunedì sera, in una riunione con la collega Angela Taccia, è stata concordata una strategia ben precisa. La decisione di sedersi per la prima volta davanti ai pubblici ministeri ma di 'avvalersi' ha una duplice motivazione. Innanzitutto "le indagini non sono chiuse - si legge in una nota inviata via WhatsApp - e dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo". Per altro "il fascicolo" dell'inchiesta "oltre che incompleto, non è ancora" stato messo a disposizione in modo da poter conoscere gli elementi raccolti da inquirenti e investigatori ed essere in grado di difendersi dalle accuse. Insomma non ci sono le condizioni per poter ribattere a ciascuno dei capitoli su cui si fonda il capo di imputazione con cui si contestano le aggravanti della crudeltà e dei motivi abbietti "riconducibili all'odio per la vittima" in quanto lo "aveva rifiutato". La scelta di non parlare è dettata, anche, da una ulteriore esigenza difensiva sorta nelle ultime ore per via di un forum per seduttori da cui sono stati estrapolati e analizzati oltre 3 mila suoi interventi, tra confidenze e messaggi a sfondo erotico, con frasi irriverenti verso le donne, premier Meloni compresa. Perciò è stato "conferito incarico ad uno psicoterapeuta - proseguono gli avvocati - di redigere una consulenza personale sul nostro assistito".
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Chiara Poggi, 26enne laureata in Economia, viene uccisa con un oggetto contundente il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco (Pavia) dove abita coi genitori
Verrà sottoposto "ai canonici test usualmente utilizzati (anziché ricorrere ai frammentari dati documentali del fascicolo), essendo questi i presupposti ritenuti dal pool opportuni prima" che affronti eventualmente l'interrogatorio. Interrogatorio che quindi potrebbe essere la stessa difesa a chiedere esercitando un suo diritto, ma dopo la notifica dell'avviso di chiusura dell'indagine e il deposito delle carte raccolte. Oggi intanto, eludendo i giornalisti che a decine le aspettavano all'ingresso della caserma Montebello, Paola e Stefania Cappa sono rimaste a colloquio con i carabinieri per "circa 35-40 minuti ciascuna", come riferito dall'avvocato Antonio Marino lasciando intendere che le domande sono state poche e hanno riguardato un nucleo di temi molto ristretto. L'audizione di Stefania Cappa è cominciata alle 11, quella di Stefania alle 14. Si può quindi presumere che alla Procura di Pavia servissero risposte 'chirurgiche' su alcuni punti nella ricostruzione del contesto del delitto di Chiara Poggi. "Le nostre assistite - sottolinea il legale - hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall'inizio delle indagini".
Domani, mercoledì 6 maggio, toccherà a Marco Poggi. L'orario più o meno è lo stesso di Sempio: i due sono amici di lunga data, la stessa età, lo stesso giro di amici, i pomeriggi nella villetta di Garlasco a giocare alla play station e a navigare sul computer di casa. Un mondo, per via della differenza di età, molto diverso da quello di Chiara e di Alberto Stasi, l'allora fidanzato che sta finendo di espiare una condanna a 16 anni di carcere e per il quale si sta aprendo la strada della revisione del processo. Marco Poggi era già stato sentito a marzo dell'anno scorso e il 20 maggio successivo a Mestre lo stesso giorno in cui Sempio diede 'buca' alla procura non presentandosi all'interrogatorio. Ora di nuovo è stato convocato, non solo per sapere se si fosse casomai accorto di qualcosa di 'strano' tra l'amico e la sorella. E poi su quella cartella archiviata da Chiara sul computer e protetta con una password per rendere inaccessibili quei video intimi di lei e Alberto. Video che Marco ha sempre detto di non aver mai visto pur sapendo della loro esistenza, e che per inquirenti e investigatori potrebbero essere uno dei riscontri sul movente anche alla luce di una recente consulenza.