La procura di Pavia ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco nei confronti di Andrea Sempio, ritenendolo il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007.
L'avviso di chiusura dell'inchiesta è stato da poco notificato a Sempio.
Il 38enne è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà. Sempio allora aveva 19 anni ed era uno dei più cari amici del fratello della vittima. La difesa ha ricevuto dunque l'avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
Secondo i pm, il movente sarebbe legato al rifiuto a un'avance da parte del ragazzo che, probabilmente con un martello, l'ha poi colpita almeno 12 volte.
L'indagato lascia dopo quasi quattro ore la Procura di Pavia e si avvale della facoltà di non rispondere. La difesa: 'Saprà spiegare' . E Marco Poggi lo difende.
Gli inquirenti che indagano sul delitto di Garlasco registrano una "modificazione" del contenuto delle testimonianze rese da Marco Poggi, fratello di Chiara, nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima. Lo rende noto sui suoi profili social il Tg1, secondo cui nelle carte dell'inchiesta i carabinieri definiscono Marco Poggi "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio", di cui è da sempre amico. "Io capisco che fate il vostro lavoro - le parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025 - però in questa situazione mi state influenzando" (....) "non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive ... omissis.... non riesco neanche a finire la frase".
Il legale di Sempio: 'Nella notifica nessuna novità, imputazione è la più pesante'
"L'avviso è conferma a quella che era l'imputazione nell'invito a comparire per ieri. Quanto alla portata della accusa, non c'è nessuna novità". Così Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia difende Andrea Sempio, sulla chiusura dell'inchiesta di Garlasco. "In tempo reale stiamo chiedendo l'accesso al fascicolo, acquisibile anche per via telematica, e quando parlo di fascicolo intendo le prove che hanno supportato questa pesante imputazione, la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale - aggiunge intervistato da Gianluigi Nuzzi a Dentro la notizia, su Canale 5 -. Ne sapremo di più quando avremo accesso al fascicolo".
I pm inviano gli atti alla Pg di Milano per sollecitare la revisione del processo Stasi
La procura di Pavia, dopo aver chiuso l'inchiesta su Sempio, trasmetterà alla procura generale di Milano, come preannunciato, le carte degli accertamenti effettuati in poco più di un anno per sollecitare una richiesta di revisione del processo che si è chiuso nel 2015 con la condanna a 16 anni per Alberto Stasi.
Come già emerso da un incontro, il 24 aprile, tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e l'avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, infatti, quest'ultimo aveva informato la pg che con la chiusura della nuova inchiesta a carico di Sempio avrebbe trasmesso le carte per sollecitare un'eventuale istanza di revisione del processo alla Corte d'Appello di Brescia. Nanni aveva spiegato che lo studio delle carte non sarà "né facile né breve" e dunque passerà del tempo, dopo che saranno arrivati materialmente gli atti, prima di una valutazione da parte della pg se presentare la richiesta o semmai solo un parere da affiancare a quella della difesa Stasi.
Nel frattempo, dopo l'analisi di tutti gli atti, infatti, anche la difesa Stasi presenterà la sua richiesta di revisione per cancellare la condanna e assieme all'istanza, come anticipato ieri, potrebbe anche chiedere la sospensione della pena, ossia la scarcerazione (ora Stasi è in semilibertà), in attesa del giudizio di revisione. Poi, la decisione spetterà alla Corte bresciana e l'ultima parola alla Cassazione. Nel frattempo, la procura pavese, anche prima di chiedere il rinvio a giudizio, dovrà probabilmente aspettare che si concluda tutto l'iter della revisione, perché non potrà portare davanti ad un gup un presunto colpevole di un omicidio con un giudicato definitivo su un altro responsabile dello stesso delitto.
I legali al lavoro sugli audio
I legali di Sempio sono al lavoro da stamani per recuperare del materiale audio, ossia quel podcast che il 38enne, come riferito, stava ascoltando il 14 aprile del 2025 quando una microspia ha captato in macchina le sue frasi sconnesse. Parole, emerse ieri subito dopo l'interrogatorio in cui non ha risposto, con le quali in un soliloquio il commesso, secondo i pm di Pavia, avrebbe in pratica ammesso il movente dell'omicidio di Chiara Poggi che gli viene contestato nella nuova inchiesta.
Da quanto si è saputo, infatti, gli avvocati hanno svolto una riunione già stamani per confrontarsi e recuperare quel podcast che parlava del delitto di Garlasco e per analizzarlo. Secondo la versione difensiva, infatti, quelle di Sempio erano solo riflessioni e commenti estemporanei e confusi che derivavano dall'ascolto di quella trasmissione. Per la procura pavese e per i carabinieri di Milano, invece, Sempio in quelle intercettazioni avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e che nei giorni precedenti il delitto le avrebbe telefonato per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco "non ci voglio parlare con te".
La difesa di Sempio
Sempio continua a proclamarsi innocente, a sostenere di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la 26enne e di non aver mai visto quei video. La difesa lavora a smontare quelle captazioni ambientali: le trascrizioni, tra l'altro, per la difesa, sono piene di parti segnate come "non comprensibile".
Secondo i pm, invece, sarebbero autoincriminanti e un altro forte indizio che si aggiunge a tutte le consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, al Dna sulle unghie, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino. "Quanto alla captazione ambientale di Andrea Sempio, di cui oggi trovo ampia eco sui giornali, lui ce ne ha dato una spiegazione molto convincente. Dobbiamo però raccoglierne il riscontro documentale prima di rendere pubblica la sua versione", spiega l'avvocato Cataliotti in un video.
"Nella mattina di oggi io e l'avvocato Angela Taccia, che tuteliamo Andrea Sempio, pure lui presente - chiarisce il difensore - ci siamo riuniti col pool difensivo, ossia con tutti i consulenti già nominati e quelli ancora da nominare, abbiamo fatto il riassunto delle risultanze istruttorie per come ci sono state rappresentate ieri dalla procura e abbiamo ripartito i ruoli a seconda delle varie tematiche ai consulenti per fronteggiare le consulenze depositate dalla procura".
Da quanto si è saputo, i legali stanno lavorando per recuperare il podcast che Sempio stava ascoltando in macchina quel 14 aprile 2025. Quelle frasi sconnesse, incriminanti per la procura, sarebbero nella versione difensiva commenti a ciò che il 38enne stava sentendo in una trasmissione dedicata al delitto di Garlasco.