Lo scandalo Fonderia Pisano imperversa come un macigno sulle elezioni amministrative della città di Salerno, diventando un argomento da rimandare al dopo elezioni. La patata bollente viene passata di mano in mano, la politica non riesce a prendere(o non vuole) una decisione nitida e ferma nonostante i continui moniti giunti dall’Arpac, la mancanza di certificati essenziali per l’apertura di un simile stabilimento, la gestione illecita di rifiuti speciali e in zona protetta Sic (Siti di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale).
Ma nelle mani dei Nas e della magistratura da oggi c’è anche il Censimento dei deceduti e i malati di patologie tumorali stilato dal Comitato Salute e Vita presieduto da Lorenzo Forte, un elenco di 215 persone morte o ancora malate di cancro e che risiedono nei pressi della Fonderia Pisano. Una lista che non ha un’impronta scientifica ma che già mette i brividi, in attesa che siano gli organi competenti ad accertare un eventuale nesso tra le polveri rilasciate dall’impianto siderurgico e il decesso di queste persone. Nei prossimi giorni l’elenco sarà completato e la scia di morte comprenderà altri nomi, perché l’appello alla ‘registrazione’ è appena iniziato.
“I dati raccolti si riferiscono essenzialmente alle zone o frazioni che in linea d'aria sono più vicine all'impianto e che ricadono nei Comuni di Salerno e Pellezzano. In particolare per quanto riguarda il Comune di Salerno è evidente come nei quartieri di Fratte e Matierno si registra un elevato numero di decessi, nonchè di malati”, ha dichiarato Lorenzo Forte. “Si precisa tuttavia che tale lista è tutt'altro che esaustiva e che gli attivisti del Comitato sono tutt'ora impegnati nel reperimento di ulteriori informazioni. Pertanto a questa prima documentazione farà seguito, nelle prossime settimane, un altro elenco”. Il primo caso accertato è datato 1980 e risponde al nome di Roberto Oricchio, di Matierno, morto per leucemia, l’ultimo è datato 4 febbraio 2016, Agostino Arienzo, noto pasticciere residente a Cappelle, deceduto per un tumore fulminante.
Adesso la parola passa a Roberto Penna, sostituto procuratore titolare dell’inchiesta sull’inquinamento ambientale, supportato da un pool di periti della Procura, che dovranno appurare se tutti quei morti per neoplasie siano davvero da imputare alle emissioni di fumi tossici derivanti dall’opificio di via dei Greci. Un’inchiesta che affianca quella condotta dal pubblico ministero Mariacarmela Polito che ha acceso i riflettori sul livello di inquinamento della zona Irno.
Dal fronte della famiglia Pisano fanno sapere che nei prossimi giorni metteranno a punto una serie di provvedimenti in materia ambientale per ottemperare alle nuove istanze giunte dall’ultimo controllo dell’Arpac onde evitare un’altra chiusura provvisoria. Sul fronte delocalizzazione è stato promesso massimo impegno, ma al momento nessun Comune picentino sembra intenzionato a voler ospitare la Fonderia e in molti si dicono pronti ad alzare barricate. Un bel nodo che in tempi di elezioni è meglio non cercare di sciogliere.