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Sarno. Liceo linguistico a corto di aule, sos del dirigente: "Ecco cosa non va..." | La fotogallery

16 Settembre 2016 Author :  

“I ragazzi costretti a restare a casa, anno scolastico partito già male: ora la Provincia ci ascolti” così il dirigente scolastico del Liceo classico sezione linguistico “Tito Lucrezio Caro”, fa appello al presidente della Provincia Giuseppe Canfora per chiedere di “salvaguardare” gli studenti del suo plesso dai disagi che stanno subendo giorno dopo giorno nella nuova sede di via Roma. Il dirigente scolastico Giuseppe Vastola e il presidente del consiglio di istituto dei genitori, Salvatore Ristagno, chiedono una soluzione, oltre ogni possibile polemica. “Noi abbiamo il diritto ad avere un numero di aule congruo alle classi del plesso, ma non di piccoli spazi, devono essere aule adeguate per ospitare studenti. Servono attrezzature e tecnologie giuste per i nostri ragazzi: linea internet, lavagne interattive, ecc. Il liceo linguistico necessita di queste strutture, vogliamo le 18 classi che ci spettano mentre ad oggi ne abbiamo solo 15”, così il dirigente Vastola spiega la situazione del plesso scolastico di competenza provinciale “Sono stato costretto a dover procedere alla rimodulazione degli orari per gli studenti fino al 24 settembre: tre classi al giorno, restano a casa. Solo così possiamo fare lezione visto che abbiamo tre aule in meno. Una cosa che sta creando molti disagi e chiaramente, ne creerà ancora di più nel corso dell'anno. Già ad aprile abbiamo avuto un incontro in provincia con il presidente, Giuseppe Canfora, l'ingegnere addetto e l'assessore alla pubblica istruzione del comune di Sarno, Vincenzo Salerno: in quell'occasione, si sono impegnati a prendere una soluzione ma ad oggi non abbiamo avuto ancora risposte” spiega il dirigente. Ricordiamo che il trasferimento degli studenti nella nuova struttura è avvenuto lo scorso gennaio: il plesso adesso si trova, infatti, nell'ex filanda D'Andrea di Via Roma. Un'altra problematica, è che il liceo resta lì senza indicazioni: la Soprintendenza infatti non ha dato l'autorizzazione al plesso di installare una tabella con la semplice dicitura “Liceo Statale Tito Lucrezio Caro, sezione linguistico” per indicare la scuola. La filanda è una struttura di archeologia industriale, quindi sottoposto a vincolo come bene culturale, e le insegne non vanno affisse. Peccato però, che questa regola non vale per l'insegna pubblicitaria commerciale del supermercato che si trova sotto il liceo, nella stessa Filanda di via Roma. Sulla stessa scia, anche Salvatore Ristagno, presidente del consiglio d'istituto: “Noi, di comune accordo con il preside, ci siamo appellati alla Provincia di Salerno per ottenere servizi per gli studenti. Finora non abbiamo ottenuto nulla. Il liceo non ha nemmeno l'insegna, ce l'hanno fatta togliere ad agosto. Oltre al fatto delle aule, noi lamentiamo la poca sicurezza che i nostri ragazzi devono affrontare all'entrata ed all'uscita da scuola visto che l'unico accesso al liceo è posto proprio accanto a quello del supermercato. I bambini si trovano tra i carrelli della spesa e la folla per il negozio. Insomma, una situazione insostenibile” spiega “Poi, nel 2016, c'è da dire che la struttura non è ancora a norma sulle barriere architettoniche: non sono state eliminate, anzi. Non è possibile, per chi è in carrozzina o ha problemi di deambulazione, accedere al plesso: ci sono le scale e l'ascensore ma, una volta arrivati all'uscita dell'ascensore, non è possibile procedere per i diversamente abili, in quanto ci sono altri scalini che rendono l'accesso impossibile” conclude. L'appello e la denuncia si stanno levando al massimo in queste ore: infatti il problema è che i ragazzi non hanno proprio un numero adeguato di aule in cui stabilirsi e quindi, l'anno scolastico rischia di diventare più difficile del previsto. Un problema di non poco conto se si pensa anche al fatto che negli ultimi anni il liceo linguistico ha avuto un incremento di iscrizioni grazie anche alla ricca offerta formativa che permette lo studio di ben 5 lingue (inglese, spagnolo, francese, tedesco, cinese – presto anche il russo, aule permettendo) e con questo trend, tra due anni il fabbisogno aumenterà a 20 aule.

 

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