Sarno. «Tappati in casa senza poter neanche aprire le finestre» è rivolta popolare sui social per gli odori molesti che raggiungono il centro città. Da località Foce a via Sarno Palma, passando per via Ingegno e Corso Vittorio Emanuele fino a raggiungere via Roma e via San Valentino: il tanfo nauseabondo della notte raggiunge ogni abitazione e migliaia di cittadini residenti nella città di Sarno. Dei fenomeni odorigeni- se cosi classificabili- avvertiti in piena notte da gran parte della popolazione locale e che fanno puntare il dito, ancora una volta, contro le decine di aziende che svolgono l’attività di stoccaggio di rifiuti nell'area nord del territorio. A lanciare l’allarme, su tale emergenza, sono stati i cittadini sarnesi che sui social media hanno montato una protesta. “La puzza di spazzatura da qualche mese si avverte anche al centro del paese, solo che non viene avvertita dai nostri rappresentanti” ha chiosato un noto professionista. Una cittadina, invece, ha scritto “Anche a via Roma si sente la puzza e alle 6 di mattina non si possono aprire le finestre. Altri, poi, con decine di segnalazioni hanno denunciato “In via San Valentino, verso le quattro del mattino, si sente puzza di immondizia specialmente in estate” ed anche “Stamane presto ho aperto la finestra e c’era una puzza tremenda che non si poteva respirare, nessuno prende neanche un provvedimento. Ci vogliono proprio uccidere, a noi e i nostri figli “. Sempre sul web è nata una pagina per segnalare le più disparate emergenze ambientali. “Sarno e la sua devastazione”. In città, come già ben noto, sono dislocate numerose insediamenti imprenditoriali che esercitano l’attività di trattamento dei rifiuti. Una pioggia di autorizzazioni rilasciate dalla Regione Campania che ha spinto la maggioranza consiliare del sindaco Giuseppe Canfora a dichiarare la città come “area satura da impianti di rifiuti”. Una delibera recepita anche dalla Provincia di Salerno, ma non ancora riconosciuta, pienamente, dall'Ente di Palazzo Santa Lucia con cui è in corso una vertenza al Tar di Napoli. Tiene banco, inoltre, anche la questione della centrale di biogas di Foce, dove nonostante l’affidamento di una consulenza per lo studio della qualità dell’aria al Cnr Isac di Lecce, da parte del Comune di Sarno, non si è arrivati a dei risvolti sul piano pratico e a delle soluzioni per gli impianti di via Muro d’Arce.