MERCATO SAN SEVERINO – Si è tenuta ieri mattina, alle ore 12, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, l'udienza di convalida del fermo di Michele Scafuro, il 73enne artigiano di Mercato San Severino coinvolto nella recente inchiesta della Procura di Salerno sul presunto traffico e sulla trasformazione di armi a salve in armi perfettamente funzionanti.
Al termine dell'udienza, il GIP non ha convalidato il fermo, disponendo però l'immediata scarcerazione di Michele Scafuro. Un risultato ottenuto al termine dell'udienza nella quale l'indagato è stato assistito dall'avvocato Laura Giudice, che ha sostenuto la sua posizione dinanzi al giudice.
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno guidata da Raffaele Cantone e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Salerno agli ordini del maggiore Antonio Corvino, ha portato all'esecuzione di quattro provvedimenti di fermo nei confronti di soggetti ritenuti, a vario titolo, coinvolti in un presunto sistema illecito finalizzato alla modifica di pistole a salve e repliche, trasformandole in armi capaci di esplodere munizioni vere.
Tra i destinatari del fermo figurano anche tre componenti della famiglia De Santis di Castiglione del Genovesi: il 79enne Riccardo De Santis senior, il figlio Modestino De Santis e il nipote Riccardo De Santis junior.
Secondo l'ipotesi investigativa, Michele Scafuro avrebbe avuto un ruolo nella realizzazione di componenti destinati alla modifica delle armi. Si tratta di contestazioni che dovranno essere vagliate nel prosieguo del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Nel corso della vasta operazione sono state inoltre eseguite numerose perquisizioni che hanno portato all'arresto in flagranza di altri soggetti e al sequestro di armi, munizioni e materiale ritenuto utile alle indagini. Gli investigatori hanno ricostruito un'attività che, secondo l'accusa, andava avanti da tempo e che aveva già portato, nei mesi scorsi, ad altri arresti e al sequestro di diverse armi.
Per Michele Scafuro, tuttavia, l'udienza di ieri ha segnato un primo importante passaggio processuale: il GIP non ha convalidando il fermo ed ha disposto la sua immediata scarcerazione. Una decisione accolta con soddisfazione dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Laura Giudice, che continuerà a seguire il proprio assistito nelle successive fasi del procedimento, volto ad accertare i fatti contestati.