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“Ma lei crede ai miracoli? Io sì, ci credo”, Giovanna e la canzone scritta e cantata davanti a Giovanni Paolo II

15 Ottobre 2022 Author :  

“Ma lei crede ai miracoli? Io sì, ci credo”

Ave Maria,

piena di grazia,

il Signore è con te

e tu sei benedetta,

benedetta fra le donne,

benedetto è il tuo fior

e tu fiore del Cielo,

Ave Maria,

Santa Maria,

madre di tutti,

prega per me che son peccator

e prega per tutti

i bambini sfortunati,

senza colpa nel dolor,

adesso e per sempre,

fino alla fine….

Questo è il bellissimo testo dell’Ave Maria, canzone scritta da Giovanna, artista poliedrica, di grande talento musicale, e da lei stessa cantata nel 1984 con l’Orchestra Sinfonica Ludovico da Victoria del Pontificio Istituto di Musica Sacra, nella Sala Nervi del Vaticano, davanti a un commosso Giovanni Paolo II.

La storia è così ed è la verità” ha raccontato Giovanna a Serena Bortone “io avevo scritto questa Ave Maria per Karol Wojtyla e per il cardinale Carlo Maria Martini, uomo meraviglioso, di grande umanità, di cui ero amica. Per realizzare il mio sogno, che era quello di cantare la mia Ave Maria davanti a sua Santità, Giovanni Paolo II, un giorno andai dal cardinale Martini e gli dissi: “Io ho scritto questo brano e vorrei cantarlo davanti al Papa, si può fare?” “Ma benedetta figliola, ma come si fa?E’ un sogno non facile da realizzare, io non ti posso aiutare!”Ma io, determinata, gli risposi:” Ma io, forse, vado a Roma, in Vaticano, vado a vedere cosa si può fare.” Così una mattina parto per Roma, decisa. Adesso sono “vecchierella” ma, allora, ero giovane, carina e armata di un grande coraggio. Arrivo alla portineria del Vaticano e dico:” Scusi, io ho un appuntamento col cardinale….Oddio non ricordo più il nome, ho lasciato l’agenda in macchina….il cardinale, il cardinale…” “Monsignor Monduzzi?” mi fa l’uomo della portineria “Sì, Monduzzi, proprio lui!” “Allora, guardi, entri, si accomodi pure”. Entro in questo grande palazzo e comincio a vagare, smarrita, come una cieca, per un dedalo di corridoi. Era una vera tragedia! Tremavo come una foglia e tra me dicevo:” Ma dove devo andare?”.La Provvidenza mi diede una mano perché, improvvisamente, incontrai una suora. La fermai e le chiesi:” Mi scusi, sorella, cercavo l’ufficio del cardinale Monduzzi e credo di essermi persa perché non lo trovo più” “Guardi, prosegua lungo il corridoio, l’ultima porta in fondo è l’ufficio del cardinale Dino Monduzzi”. Seguo l’ indicazione della suora e arrivo alla stanza del cardinale. Busso e, dall’interno, una voce grave mi fa:” Avanti!”Apro la porta e mi ritrovo in una nuvola di fumo, mi sembrava di essere a Londra. Il cardinale era un accanito fumatore e fumava come una ciminiera! Appena mi vede, mi fa:“Lei qua non dovrebbe esserci ma, visto che c’è, entri. Cosa vuole?”Io entro e dico:” mi scusi, ho fatto un po’ di confusione, ho scritto un’Ave Maria e vorrei cantarla davanti al Santo Padre, tutto qui!” Mi guarda, perplesso, e mi fa:”Tutto qui? E’ una parola!” “Ma guardi che io sono amica del cardinale Carlo Maria Martini…” Eh, ci credo, ma non succede niente lo stesso! Vediamo così si può fare ma è difficilissimo, ci vorrebbe un miracolo” “Monsignore, ma lei crede ai miracoli? Io sì, ci credo! Senta, se la cosa va in porto, sono felicissima ma, se non va, almeno ho conosciuto una persona simpatica. Arrivederci!” Gli bacio la mano e vado. Dopo 15 giorni, alle 6 del mattino squilla il telefono. “Ma chi sarà a quest’ora?” mi chiedo, assonnata “Pronto?” “Sono Monduzzi!” io non mi ricordavo neanche chi fosse “Forse ha sbagliato numero….” “Ma lei è Giovanna? “” gli dico “L’Ave Maria la vuol cantare sì o no?”. Meno male che ero a letto, altrimenti sarei svenuta per la sorpresa e l’ emozione. “Certo, Monsignore, che la voglio cantare, grazie! Grazie!” Ho conosciuto Giovanna nel 1982, in occasione di un concerto che lei tenne, in estate, a Pontinia, una cittadina in provincia di Latina. Mi colpì la sua bravura, la sua classe, la sua sensibilità musicale e la sua disponibilità generosa nei confronti del pubblico; cantò anche brani di altri cantanti, fra cui una bellissima versione di “Centro di gravità permanente”, il popolare brano di Franco Battiato. Cantò alcune canzoni napoletane e, pur essendo toscana, fu perfetta nell’uso della “lingua napoletana”; mi disse che amava tantissimo la musica classica e la lirica e si sorprese quando le dissi, con entusiasmo, che anch’io avevo la stessa passione. Qualche anno dopo fondò la “Kicco music”, una casa discografica che pubblica musica operistica e classica e lei stessa ha diretto in teatro, come regista, alcune delle più belle opere liriche. Nel corso della sua lunga e brillante carriera ha partecipato a numerosissime trasmissioni televisive ed è stata sempre accanto a Paolo Limiti, con cui ha avuto un’amicizia durata 47 anni, nei suoi spettacoli televisivi, ottenendo ampi consensi dalla critica e dai telespettatori . Un’artista di grande professionalità, colta e raffinata; una vera Regina della musica leggera italiana!

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