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"Un problema...anzi tre" sbanca al Piccolo di Sarno: una standing ovation per il Gruppo Teatro Andromeda

10 Gennaio 2023 Author :  

di Francesco Apicella*

"Signò, scusate, vi sta piacendo lo spettacolo?” ho domandato ad una signora seduta in prima fila durante l’intervallo tra il 1° e 2° atto della commedia “Un problema…anzi , tre!”, in scena al “Piccolo Teatro Franz Muller” di Sarno “E comme no!” mi ha risposto pronta la signora “Me piace assaje”. Mi chiedevo, durante il primo atto, chi fosse quella signora, dal volto simpatico, seduta nella fila riservata alle maestranze e alla stampa. Poi, osservandola meglio, ho capito chi potesse essere e ho continuato: “Avete visto quanto è brava l’attrice Gemma Annunziata? Che voce che ha!” “E’ mia figlia”, mi ha risposto, con gioia e orgoglio, regalandomi uno dei sorrisi più luminosi che abbia mai ricevuto “Ed è anche molto bella…vi assomiglia tantissimo!” ho aggiunto, restituendole col mio sorriso il calore che mi aveva regalato con il suo. Nel “PiccoloTeatro Franz Muller” di Sarno, gestito dal mago del palcoscenico “Carmine Pagano, autore, attore e regista di grande talento, sabato 7 gennaio 2023, è stata rappresentata la commedia “Un problema….anzi, tre!”una piece deliziosa e spumeggiante del professore Elio Maccauro Tra gli attori in palcoscenico c’era lo stesso Carmine, grande maestro del teatro drammatico, qui impegnato nel ruolo esilarante di Paolo, l’amico avvocato di Valentino, da lui caratterizzato con una mimica camaleontica sorprendente, degna del grande Totò e da infinite sfumature vocali . Gabriele Musco è Valentino, il “poligamo” protagonista, intorno a cui ruota tutto l’intreccio comico della vicenda, un uomo conteso da tre mogli tradite e deluse, ognuna delle quali lo reclama per sé, con le unghie e con i denti, come legittimo consorte. Gabriele, padrone della scena si cala perfettamente nel ruolo del marito fannullone, che non contento di un solo matrimonio, ne ha fatto addirittura 3, anzi 4 perché nella scena finale ne compare una quarta, con tanto di figlio per mano. Una specie di parmigiana, con le mogli al posto delle melanzane. Gabriele interpreta il suo ruolo con solido mestiere e con un umorismo di stile britannico, sottile e misurato, alla Cary Grant. Nel ruolo di Giorgio, l’infermiere, altro amico “sciamannato” di Valentino, spensierato, ingenuo e con l’idea fissa di cercare sempre nuove possibilità di incontri “amorosi”, ovunque si trovi, c’è Vincenzo Casalino, attore dotato di un grande talento comico naturale, spontaneo, simpatico e mai sopra le righe, che si diverte e diverte un mondo col suo personaggio. Quando i tre attori si incontrano sulla scena, in uno scambio di battute frenetico, a ritmo serrato e incalzante, sono scintille, pirotecnici fuochi d’artificio espressivi e gestuali, i tempi comici sono perfetti, coinvolgenti, irresistibili, trascinanti e sembra proprio di assistere ai dialoghi storici pieni di spirito e di invenzioni a braccio, ancora oggi evergreen, del trio comico per eccellenza: Totò, Peppino De Filippo e Nino Taranto. Il loro affiatamento che, collaudato da anni di esperienze teatrali comuni, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda espressiva, ha trascinato il pubblico in sala in un vortice ininterrotto di divertimento. Intorno a loro si muove, in un carosello variopinto di gags, di equivoci, di malintesi, di sospiri e aspettative, l’universo femminile della commedia, interpretato da attrici belle ma, sopratutto, brave… e capaci di dare scacco ai loro colleghi maschi, al pubblico e alla critica….LianaCresenzi, attrice piena di verve e di pepe, frizzante come una coppa di champagne, agitato a lungo in bottiglia, prima di essere sturato, è Giuliana, la prima moglie di Valentino, graziosa, gelosa, volitiva, energica e possessiva, è lei “l’uomo di casa”; Gemma Annunziata, brava, affascinante e giunonica e’ Isabella, la cantante lirica, seconda e malcapitata moglie di Valentino, incontrata, un giorno, in un supermercato, in cui i loro carrelli erano stati coinvolti “casualmente” (!?) in uno scontro frontale, è una gattina coccolona, tutta fusa, sorrisi, gridolini e gorgheggi. Claudia Scalseggi, attrice di grande presenza scenica, interpreta con classe ed eleganza, stupito candore e nostalgia, la figura di Gloria, la terza moglie, di Valentino, conosciuta anche lei in un supermercato, nella stessa modalità della seconda e portata all’altare “con piccoli trucchi, stratagemmi e accorgimenti dal gran “mandrillo”, poi evaporato nel nulla, come al solito, dall’oggi al domani. C’è, poi, Alfonso Squillante, che dà vita al personaggio di Don Vincenzo, il deus-ex machina della vicenda..la sua statura “non particolarmente alta”dà vita a un susseguirsi di battute comiche ad orologeria, salaci e irriverenti, da parte degli altri componenti maschili della commedia. Alfonso, sornione, da grande professionista, sta al gioco, accettando i loro doppi sensi e frecciatine, senza mai scomporsi. Ci sono, poi,degli attori che fanno dei piccoli ma gustosi cammei: Antonio Monteleone, giovanissimo attore debuttante, credibile, spontaneo e promettente, è Guglielmino, il chierichetto di don Vincenzo; Pasqua Santaniello e il piccolo Luigi Pio Grasso, nei ruoli della quarta e ultima (?!?) moglie di Valentino e del loro figlio, compaiono nella scena finale, a sorpresa, in un efficace colpo di scena. E tutti e tre, nel loro piccolo, funzionano alla perfezione! La commedia, tessuta e cucita con maestria da una squadra d’attori affiatata e vincente, ha avuto un grandissimo successo; il pubblico in sala, trascinato da quell’ondata travolgente di divertimento e di allegria, è  andato  in delirio e si è scatenato in una grandinata scrosciante di applausi e di complimenti, gridando a gran voce, più volte:”Bravi,bravi, bravi!”. Gli attori sul palco, commossi da tanto entusiasmo e calore, hanno restituito agli spettatori, con effetto boomerang, la loro gioia e il loro trasporto affettivo, creando così un’osmosi emotiva speciale, coinvolta e coinvolgente. Carmine Pagano dal palco, alla fine della serata, ha ringraziato, grato, gli spettatori, per il successo ottenuto, con queste parole:”Abbiamo voluto regalare al pubblico una sosta rilassante e rigenerante nell’oasi del buon umore, per evadere, per un attimo, da quella nube tossica di tensioni negative e corrosive,di stress e di preoccupazioni che, da un po’ di tempo a questa parte, oscura il cielo della nostra vita quotidiana”. Un complimento, pienamente meritato e da tutti condiviso, va a Elio Maccauro che ha confezionato con questa commedia un testo teatrale corale brioso, armonioso e scanzonato, facendo ancora una volta centro con la sua prolifica vis comica creativa. E un grazie di cuore a Chiara Esposito, gentile, elegante e impeccabile collaboratrice di sala.

Francesco Apicella 

Critico teatrale

Ideatore e curatore della

Rubrica Spettacolo: “fattarielle e ‘nciuce

di Punto Agro News

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