«Antologia Sarnese» dà ai giovani l’occasione di conoscere la storia di Sarno, il libro di Livio Pastore
Chi scrive di storia locale lo fa per amore della propria comunità, amore per la terra in cui si è nati, cresciuti, dove si vive e si desidera vivere. Far parte di una comunità significa anche conoscerne la storia, i segreti e le peculiarità. Quello che ci apprestiamo a leggere è il settimo volume della collana «Antologia Sarnese», a cura di Livio Pastore, che dedica queste pagine alla memoria storica della nostra città. Un libro che ogni abitante di Sarno deve leggere e avere nella sua libreria.
In questi anni, con le immagini di «Antologia Sarnese», Livio Pastore ha ricostruito frammento dopo frammento i ricordi sbiaditi dal tempo, «fattarielli» piccoli o grandi che hanno segnato la vita della nostra collettività. Queste pagine sono frutto di una ricerca molta articolata delle nostre radici e delle nostre tradizioni, con testimonianze di ultimi artigiani, di mestieri ormai scomparsi, di avvenimenti storici, ma anche storie di emigrazione, di prima e seconda guerra mondiale, di artisti che hanno dato lustro al nostro paese ai quali si aggiungono i tanti ricordi d’infanzia e i racconti dei nostri nonni, che sono dei veri e propri archivi viventi e ci riportano indietro come macchine del tempo.
«Antologia Sarnese» dà ai giovani l’occasione di conoscere la storia del proprio paese, in cui tuttora vivono o che hanno dovuto lasciare per motivi di lavoro e, allo stesso modo, fa rivivere ai più grandi i tempi della Sarno di una volta. Sapere ciò che è avvenuto nel passato significa valorizzare il presente e dargli un futuro diverso, significa far parlare luoghi e cose: il passato può essere ingombrante ma conoscerlo ci consente di non ripetere certi errori e di essere sentinelle del nostro territorio e delle nostre tradizioni. Appartenere a un luogo vuol dire non dimenticare le persone che lo hanno abitato, il loro esempio e le decisioni giuste o sbagliate che hanno segnato le nostre strade.
Conoscere la storia del proprio paese per imparare ad amarlo, perché merita di essere amato.

