"Stop al Grande Sarno": sit in dei grillini

«Fermatevi! Abbiamo proposte alternative e integrative che possono risolvere il problema idraulico e ambientale senza aggravare le cose». Sit in degli attivisti del Movimento 5 Stelle per le 10 di venerdì prossimo in via Marchese Campodisola, n.21 Napoli, presso la sede dell’Arcadis.

Il Tavolo Tecnico Sarno degli attivisti del Movimento 5 Stelle, in accoglienza delle istanze dei Comitati e in coordinamento con tutti gli stackeholders del bacino idrografico del fiume Sarno che hanno espresso la volontà di una ferma opposizione al fallimentare progetto idraulico del Grande Progetto Sarno (GPS), così come attualmente concepito da Arcadis, in occasione della conferenza conclusiva del Lotto 2 di venerdì prossimo ribadisce che si tratta di un progetto altamente rischioso per la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini della valle del Sarno.
Il tavolo tecnico sostiene che le condizioni di depurazione
del fiume sono, tuttora, pessime per gran parte del corso d'acqua e che le reti fognarie dei Comuni
che ricadono nel bacino non sono ancora del tutto completate. La creazione di vasche artificiali di espansione è un danno economico e ambientale di ingentissima entità. La sola manutenzione delle cosiddette “vasche” previste dal GPS andrebbe a gravare per oltre 20milioni l’anno con una spesa insostenibile, oltre a produrre ingenti quantità di rifiuto speciale. La creazionedi una seconda foce del fiume Sarno, prevista dal progetto nel territorio urbano del Comune di Torre Annunziata è uno scempio catastrofico ed un disastro ambientale senza eguali nella storia della nostra Regione Campania. Un vero crimine contro l’ambiente di cui gli Amministratori dovranno rendicontare alla popolazione. Solo per sottolinearne la gravità ricordiamo che la “seconda foce” a Torre Annunziata sorgerebbe all'interno del Parco regionale fluviale che considera il fiume Sarno un importantissima risorsa ecologica da tutelare nella sua naturalezza e biodiversità. La “seconda foce” impatta con un tessuto urbano a forte sviluppo abitativo in aree prive di rischi residuo idraulico. Tale rischio sarebbe, viceversa, introdotto dalla stessa cementificazione di una “seconda foce”.

«Vogliamo dare centralità al Parco Fluviale del Fiume Sarno –scrive il tavoplo tecnico-. Chiediamo interventi di mitigazione del rischio idraulico compatibili con la natura e l’ambiente. Chiediamo di liberare il Fiume Sarno dalla camicia di forza del cemento.
Chiediamo di restituire al Fiume Sarno i suoi spazi naturali per ricostruire un territorio
sano e sicuro, ricco e produttivo».

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