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Castel San Giorgio: tentata estorsione, 5 a processo
Minacce per evitare controlli alla sua attività, tentativi di estorsione per un lotto al cimitero: un’escalation di violenza che ha portato dinanzi ai giudici nocerini, insieme ai propri complici, Federico Capuano, titolare dell’azienda il Globo, una società che lavora nell’ambito della macellazione dei suini. In cinque affronteranno il processo dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Nocera Inferiore, mentre per altri 4 il gup Paolo Valiante ha disposto il non luogo a procedere. Alla sbarra vi saranno Federico Capuano, 51 anni, di Castel San Giorgio, titolare dell’azienda per la commercializzazione di suini, Michele Sessa, di Mercato S. Severino, 51 anni, Gerardo Costabile, 53 anni, di Castel San Giorgio, Antonio Capuano, 50 anni, di Castel San Giorgio, cugino di Federico, e Adrian Virsoge, rumeno cinquantenne residente a S. Severino. I cinque affronteranno il processo a partire dal 24 settembre prossimo. Il processo approdato dinanzi al giudice per le udienze preliminari riguardava una serie di episodi avvenuti nel 2010. Federico Capuano e Michele Sessa sono accusati di aver più volte minacciato i componenti di una famiglia che viveva nei pressi della stalla di sosta di Capuano, al centro del paese. I vicini si lamentavano oltre che per i rumori molesti notturni e diurni anche per l’olezzo nauseabondo. Capuano e Sessa minacciarono più volte i vicini: “Faccio quello che voglio se mi fai chiudere la stalla sai cosa succede?”, dissero al capofamiglia. A Capuano, Costabile, Sessa e Virsoge viene anche imputato di aver macellato dei suini già deceduti per cause ignote per poi destinarli alla vendita al pubblico. Tra l’altro Capuano non aveva l’autorizzazione alla macellazione, in quanto possedeva solo una stalla di sosta. Nell’ambito dello stesso procedimento, Federico Capuano è accusato di tentata estorsione nei confronti della responsabile dell’ufficio tecnico del Comune e nei confronti dell’assessore Giuseppe Alfano dai quali pretendeva l’inserimento di particolari requisiti che lo avrebbero avvantaggiato nel bando di gara per l’attribuzione dei lotti cimiteriali. Ad opporsi alle richieste violente del commerciante, la dirigente Antonella Mellini che era stata minacciata dall’uomo: «So che siete un funzionario e non vi posso mettere le mani addosso, ma la famiglia sempre ce l’avete». rf

