Lattari, traffico di droga: via al processo

Intere piantagioni di marijuana e relazioni di import ed export con trafficanti olandesi e venezuelani: tre dei 17 narcos dei Lattari e della provincia di Napoli sono finiti dinanzi i giudici del secondo collegio del Tribunale di Torre Annunziata per la richiesta di giudizio immediato del pm della Dda. AL via il processo ad Antonino Di Lorenzo, 49enne di Casola di Napoli, Aniello Bianco, 35enne di Torre del Greco e al pugliese di Andria, Giuseppe Pasculli, 59 anni. Ieri mattina, la prima udienza del processo nella quale gli avvocati degli imputati, Alfonso Piscino e Antonio De Martino hanno contestato la decisione della Procura Antimafia di scegliere il giudizio immediato, in quanto parte dell’ordinanza emessa a novembre scorsa era stata annullata successivamente dal Tribunale del Riesame. Non è stata accolta la richiesta di far ritornare il procedimento all’udienza preliminare per una decisione in merito su un eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Il processo istruito dalla Dda, secondo i giudici del collegio oplontino - presidente Pepe - potrà proseguire e dunque per la prossima udienza fissata all’inizio di luglio saranno citati i primi testi dell’accusa, in primis i finanzieri di Castellammare che effettuarono le indagini su un cartello composto da cinque diversi clan specializzato nella coltivazione di canapa indiana e marijuana, tra i boschi dei Monti Lattari. Fu chiamata operazione ‘Secundaria’ quell’inchiesta che a novembre portò all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti 17 persone, finite in carcere e ai domiciliari. Gli imputati, tra i quali i tre finiti a processo con giudizio immediato, sono accusati di essere componenti di cosche criminali con basi a Casola, lettere, Torre Annunziata, Torre del Greco, con diramazioni in Puglia e nella Piana del Sele a Salerno dove venivano organizzate le floride piantagioni di droga. Un vero e proprio business della coltivazione nella quale venivano impiegati persone, tra i quali esperti coltivatori, che alimentavano il mercato della droga locale ma anche estero. Molte delle piantagioni erano in aree demaniali dei Monti Lattari, ma anche dell’estesa Piana del Sele e di Grottaglie. La gang si occupava della semina e della coltivazione con i semi provenienti dall’estero, in particolare dall’Olanda e dal Venezuela, dove esistono le migliori qualità di piantine di droga. Oltre ai tre finiti a giudizio furono arrestati a novembre anche Ciro Orazzo, 51enne di Casola di Napoli; Diodato Di Martino, 38enne di Casola di Napoli; Filippo Maria Vona, 41enne di Roma; Ciro Gargiulo alias "Ciruzzo ‘o biondo", 51enne di Lettere; Ciro Sabatino alias "Cipriano", 41enne di Lettere; Alfondo Marzano, 33enne di Casola di Napoli; Antonio Somma, 55enne di Santa Maria la Carità; Pasquale Ammendola, 42enne di Torre del Greco; Alfredo Carucci, 34enne di Torre Annunziata; Domenico Ametrano, 40enne di Torre Annunziata; Giovanni Gargiulo, 54enne di Lettere; Giovanni Palumbo, 39enne di Lettere. Le accuse a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla coltivazione e alla vendita di sostanze stupefacenti. Il Tribunale del Riesame annullò in parte l’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda e le posizioni degli indagati per i quali caddero i gravi indizi di colpevolezza sono state stralciate in attesa del giudizio del Gup di Napoli.

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