Salerno. Tumore non diagnosticato, morì in ospedale: medico e Asl sotto accusa

07 Aprile 2018 Author :  

Una diagnosi "tardiva” rivelatasi fatale: l'ennesimo presunto caso di malasanità si è consumato nel reparto di urologia dell'azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona dove ad un paziente affetto da un tumore alla vescica, fu diagnosticata in un primo momento una patologia benigna. Le sue reali condizioni di salute furono accertate troppo tardi, quando ormai, per lui non c’era più nulla da fare.

L'errore da accertare

Un “errore" umano, secondo la Procura, che è costato la vita ad Antonio Avallone, 72 anni, salernitano, deceduto il 29 maggio dello scorso anno a causa del definitivo ed irreversibile aggravamento delle sue condizioni cliniche. Per quel decesso il sostituto procuratore Elena Cosentino ha chiesto il rinvio a giudizio del medico in servizio presso il reparto di urologia del Ruggi, accusato di omicidio colposo: nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Salerno, dottoressa Pacifico, la famiglia della vittima, si è costituita parte civile. I legali hanno chiesto ed ottenuto la chiamata in causa dell'azienda ospedaliera in qualità di responsabile civile.

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