L’Agro Nocerino-Sarnese torna al centro dell’attenzione nazionale per l’emergenza legata al rischio idrogeologico. Ieri, alla Camera dei Deputati, i sindaci di Scafati, Sarno, San Marzano sul Sarno e Angri – rispettivamente Pasquale Aliberti, Francesco Squillante, Andrea Annunziata e Cosimo Ferraioli – sono stati ascoltati dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico.
Un’audizione attesa, convocata dall'onorevole di Forza Italia Pino Bicchielli, durante la quale i primi cittadini hanno tracciato un quadro definito senza esitazioni come critico e allarmante, denunciando anni di ritardi, interventi incompiuti e una gestione ritenuta inefficace della sicurezza idraulica del territorio.
Un’emergenza cronica mai risolta
Secondo quanto riferito dai sindaci, il territorio dell’Agro è da tempo esposto a allagamenti ed esondazioni, aggravati dalla mancanza di manutenzione ordinaria dei canali, degli alvei e delle opere di bonifica. Le amministrazioni comunali, pur intervenendo spesso in condizioni di emergenza e con risorse limitate, non riescono a compensare l’assenza di una strategia strutturale e coordinata.
Nel corso dell’audizione è stata più volte chiamata in causa la Regione Campania, accusata di non aver garantito interventi risolutivi e di aver lasciato incompiute opere annunciate come decisive per la messa in sicurezza del bacino del Sarno.
Le voci dei territori
Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha sottolineato come diversi lavori di dragaggio e sistemazione idraulica, pur finanziati e presentati ufficialmente, non abbiano mai prodotto effetti concreti, aumentando il senso di sfiducia delle comunità locali. Ha ribadito "L’avvio, l’inaugurazione e la successiva interruzione del dragaggio del Rio Squazzatorio, mai comunicata al Comune di Scafati. L’assenza degli organi preposti durante l’emergenza, nonostante i gravi problemi emersi già alle prime piogge. La mancata sistemazione dell’argine in via Lo Porto, traversa Occhio di Bue. L’intervento della Protezione Civile regionale, avvenuto senza mezzi adeguati per mettere in sicurezza e allontanare le persone dalle proprie abitazioni. L’incertezza totale sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie, necessarie ad alleviare una situazione che gli stessi enti hanno definito più drammatica rispetto agli anni precedenti.
La totale assenza di una programmazione futura sul dragaggio del fiume e dei suoi affluenti, dopo oltre dieci anni di studi e dopo la bocciatura del progetto più ampio sul Sarno, bloccato dagli ambientalisti di facciata".
Da Sarno, Francesco Squillante ha ricordato la fragilità di un territorio che porta ancora i segni di eventi drammatici del passato, evidenziando come anche le più recenti allerte meteo abbiano imposto interventi urgenti per evitare conseguenze peggiori. Ha letto una relazione dei lavori effettuati in questi anni dall'amministrazione comunale.
Il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, ha posto l’accento sui danni materiali e psicologici subiti dai cittadini a causa degli allagamenti ricorrenti, parlando apertamente di possibili responsabilità istituzionali per il mancato funzionamento del sistema di prevenzione. Il sindaco di Angri ha denunciato anche la regione Campania sulla questione rischio idrogeologico.
Dura la denuncia di Andrea Annunziata, primo cittadino di San Marzano sul Sarno, che oltre alle carenze gestionali ha riferito di pressioni e minacce ricevute da dirigenti del Consorzio di Bonifica dopo aver sollevato pubblicamente critiche sulla gestione del Consorzio di bonifica. Il sindaco Andrea Annunziata ha esortato la politica e gli organi competenti ad adottare un approccio diverso e non più rinviabile, sottolineando che il territorio e la cittadinanza non possono più sopportare un persistente e invivibile stato di emergenza. Ha inoltre evidenziato l’urgenza del dragaggio e del successivo rifacimento degli argini, ribadendo che San Marzano sul Sarno in questo contesto deve tutelare vite umane, famiglie, l’economia locale e il territorio tutto, e che interventi spot non sono più la soluzione per un problema così ampio.
Opere incompiute e consorzi sotto accusa
Tra i temi centrali affrontati in Commissione, anche il ruolo del Consorzio di bonifica, ritenuto dai sindaci incapace di garantire una manutenzione efficace del reticolo idraulico. Particolare attenzione è stata dedicata alle grandi opere mai entrate realmente in funzione, come lo scolmatore del Sarno, più volte presentato come risolutivo ma di fatto inutilizzato.
Verso nuovi accertamenti
La Commissione parlamentare ha annunciato ulteriori approfondimenti e la possibilità di una missione diretta sul territorio, con l’obiettivo di chiarire responsabilità, verificare lo stato degli interventi e individuare soluzioni concrete per la messa in sicurezza dell’area.
L’audizione di ieri segna un passaggio politico e istituzionale importante: il rischio idrogeologico nell’Agro Nocerino-Sarnese non è più solo un’emergenza locale, ma una questione nazionale che richiede risposte immediate e strutturali.


