L’Ordine dei Geologi della Campania sottolinea come il rischio maggiore sia rappresentato dall’utilizzo dei pozzi privati che attingono dalla falda superficiale, spesso impiegati per irrigazione o per usi domestici non potabili. Le cause della contaminazione potrebbero essere riconducibili non solo a sversamenti illeciti di rifiuti industriali, ma anche ad un sistema infrastrutturale vetusto, caratterizzato da reti fognarie obsolete e da decenni di pratiche non sostenibili dal punto di vista ambientale”. Lo ha dichiarato Lorenzo Benedetto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania.
Particolarmente importante appare la decisione della Regione Campania di avviare, attraverso le ASL competenti, attività di screening sanitario sulla popolazione, con finalità di prevenzione e diagnosi precoce.
"In questa fase, l’invito rivolto ai cittadini residenti nelle aree interessate è quello di non utilizzare l’acqua proveniente da pozzi privati per alcun uso, in attesa delle verifiche ufficiali da parte degli enti competenti.
Il ruolo strategico dei geologi
I geologi liberi professionisti possono fornire un contributo tecnico determinante nell’affrontare e gestire questa emergenza ambientale, rappresentando il collegamento operativo tra il mondo della ricerca scientifica, le istituzioni, i cittadini e le imprese.
Tra le principali attività che la categoria può mettere in campo: censimento, mappatura e monitoraggio dei pozzi privati presenti sul territorio; caratterizzazione delle falde e verifica delle profondità di captazione; campionamenti certificati e analisi delle acque per la ricerca di solventi clorurati, metalli pesanti e idrocarburi; ricostruzione dei modelli idrogeologici locali per comprendere la direzione dei flussi sotterranei e l’evoluzione della contaminazione; valutazione della vulnerabilità degli acquiferi e del rischio di migrazione degli inquinanti – ha continuato Benedetto - supporto alle imprese agricole e produttive per la certificazione della qualità delle acque impiegate e la tutela delle filiere agroalimentari; progettazione di nuovi pozzi sicuri, con isolamento delle falde superficiali contaminate; assistenza tecnico-amministrativa nelle procedure di caratterizzazione, bonifica e messa in sicurezza previste dal D.Lgs. 152/2006.
Le sostanze come TCE e PCE sono particolarmente insidiose perché invisibili, inodori e insapori. Anche a concentrazioni potenzialmente pericolose non alterano l’aspetto dell’acqua e non producono effetti immediatamente percepibili. Per questo è fondamentale puntare su prevenzione, controlli scientifici e corretta informazione”.
L’Ordine dei Geologi della Campania richiama inoltre la necessità di promuovere una cultura della trasparenza e della consapevolezza ambientale, contrastando sia l’allarmismo ingiustificato sia la sottovalutazione del rischio.
Necessario sostenere cittadini e territori.
"Un’indagine ambientale completa su un pozzo privato comporta costi spesso significativi, che possono scoraggiare i proprietari dall’effettuare controlli per timore delle conseguenze economiche legate ad eventuali interventi di bonifica o limitazioni d’uso.
Per questo motivo, l’Ordine propone l’attivazione di strumenti di sostegno economico, come contributi dedicati, finanziamenti o crediti d’imposta, finalizzati a favorire il monitoraggio volontario delle risorse idriche private.
In tale direzione, potrebbe essere strategica la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Regione Campania, ASL, enti competenti e Ordine dei Geologi della Campania per l’istituzione di un “Voucher Ambientale” destinato alle famiglie residenti nelle aree maggiormente esposte, così da incentivare controlli, analisi e attività di prevenzione.
La sicurezza delle acque sotterranee – ha concluso Benedetto - rappresenta una priorità assoluta per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e dell’economia dei territori. I geologi sono pronti a mettere a disposizione competenze, esperienza e professionalità per contribuire concretamente alla conoscenza, al monitoraggio e alla gestione sostenibile della risorsa idrica”.


