Scafati. Salvati: "Aspettiamo il Commissario per ripristinare la legalità"
"Tranne rocamboleschi e perversi colpi di scena finali, ai quali questa maggioranza non ci ha risparmiato neanche negli ultimi giorni della sua storia politica, la nostra Città si avvia al ritorno sulla retta via della legalità e delle regole con l'arrivo del Commissario Prefettizio a dimissioni del Primo Cittadino oramai divenute a breve esecutive" così il consigliere comunale Fdi, Cristoforo Salvati dice la sua sul caso Scafati "Credo che la figura del Commissario possa ridare serenità ad una comunità che perde dignità quotidianamente non solo per le note vicende giudiziarie della famiglia Aliberti, ma anche per il continuo calpestio delle Istituzioni, che i suoi rampolli perpetuano con nomine dal profilo segnatamente illeggittimo e destabilizzante l'autorevolezza dello stato di diritto. Credo che l'eredità politica e morale che lascia questa amministrazione sia molto più grave delle vicende giudiziarie alle quali ci ha abituato, quali la mortificazione dei meriti e delle coscienze per il solo fine del mantenimento del potere e la responsabilità politica non è come quella penale individuale ma collettiva, di una classe dirigente che porterà al probabile scioglimento per inflltrazione mafiosa anche per questo consolidato malcostume. Inutile pensare a piccole e mediocri mantenimenti di incarichi di sottobosco di governo locale o professionali, quando si ha una responsabilità politica che rimarrà nella storia negativa della nostra Comunità e per la quale buona parte della c.d. società civile poco ha fatto per scongiurare questa grave macchia. Al probabile neo-Commissario auguriamo un proficuo lavoro di poter esercitare finalmente il ruolo che nella nostra Città è mancato da tempo e cioè quello dello stato democratico, il rispetto delle regole e delle procedure amministrative, per poter ridare fiducia alla Città sana, che ha dovuto arretrare o combattere a seconda della sua personalità, per evitare di essere sopraffatti dalla criminalità insinuatasi in personaggi delle Istituzioni, che non avevano la "dignità morale" e i consensi "legittimi" per poter rappresentare la nostra amata comunità".


