Ogni anno in Campania si producono piu' di due milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti urbani. Di queste, circa un milione fa un viaggio di sola andata verso impianti di trattamento in Italia o addirittura in Europa. Questo costa ai contribuenti campani poco piu' di 140 milioni di euro, senza contare le sanzioni comminate alla regione Campania dall'Unione Europea: 120 mila euro al giorno fin quando non avremo messo a punto un ciclo capace di trattare in autosufficienza i rifiuti prodotti a casa nostra. Questo e' quello che e' emerso durante 'gli Stati generali dei rifiuti in Campania', il dibattito pubblico promosso e organizzato da Ricicla.tv di Giovanni Paone e svoltosi ieri a Napoli. All'evento erano presenti Alessandro Bratti, direttore generale dell'Ispra; Fulvio Bonavitacola, assessore all'Ambiente della regione Campania;Tiziano Mazzoni, dirigente del settore ambiente di Utilitalia; l'imprenditore Aldo Savarese di 100% Campania e Franco Matrone di Zero Waste Campania. "La Campania - dice Bratti - deve essere autosufficiente nel ciclo di gestione dei rifiuti. Al momento ci sono circa 700mila tonnellate di rifiuti organici che non vengono riciclate cosi' come 300mila tonnellate di scarti non recuperabili inviati a smaltimento in altre regioni d'Italia o addirittura oltre confine. La nuova pianificazione regionale cerca di raggiungere l'autosufficienza puntando al 65% di differenziata e alla costruzione di nuovi impianti di compostaggio entro il 2020, ma per passare dalla pianificazione all'attuazione e' necessario accelerare il passo". L'obiettivo? Il raggiungimento dell'autosufficienza al 2020. E mentre la differenziata e' di poco superiore al 50% e i nuovi impianti annunciati dalla Regione non sono ancora entrati in funzione, viene da chiedersi se quell'obiettivo sia una possibilita' o un'utopia. "L'obiettivo e' assolutamente raggiungibile - sostiene Bonavitacola - ed e' l'asse portante del nostro piano: no ai termovalorizzatori e si' agli impianti di compostaggio e alla differenziata. Per migliorare la raccolta abbiamo appena varato un programma straordinario di 18 mesi che parla ai comuni sotto il 45% mettendo a loro disposizione uomini, mezzi e infrastrutture".


