Bilancio, Forza Italia Sarno tira le somme dopo l'ok in aula. In una nota, il capogruppo di Fi, Giuseppe Agovino: “Il vascello dell'amministrazione comunale sarnese, sulla cui tolda indefessamente tenta di tenere il mare il “ podestà” Canfora, continua ad imbarcare acqua, ben oltre la linea di galleggiamento. Nell’ultima recente seduta dell’assise cittadina avente ad oggetto l'approvazione del bilancio, la querelle frana e relativi risarcimenti si è palesata essere la spada di Damocle sul “cranio “ dei conducenti la macchina amministrativa. Il Comune di Sarno ha attestato, con certificato del 27 marzo dello scorso anno, a firma del responsabile del servizio finanziario e del segretario comunale, un debito , verso i familiari delle vittime, derivante dalle sentenze esecutive fino al 31/03/2017, di ben 12.941.579 euro. A fronte di questa somma l'ente Comune ha ricevuto dallo Stato un contributo di soli 4.979.830 euro. Il dato appare in distonia, dunque, con quanto riportato nel documento del bilancio. Infatti, si evince che le passività potenziali “probabili” sono largamente superiori a quelle accantonate fino a questo momento, anche perché, nelle casse di palazzo San Francesco, sotto la voce "Fondo contenzioso", sono presenti solamente euro 3.746.235 invece dei 7.961.748 di euro che dovevano essere appostati per la causale risarcimenti e/o indennizzi post frana – si legge nella nota di Agovino - La matematica, purtroppo, non è un'opinione. Dalle certificazioni attestate dagli stessi dirigenti del comune, si evince che vi sono passività probabili di entità superiore al fondo accantonato nella previsione dall’ amministrazione.
Ciò comporterà, l’adozione di misure economiche nel prossimo bilancio di previsione 2018/2020 per provvedere al finanziamento di tali somme”.
Dissesto e polemiche
Sul caso, per arginare il probabile tsunami economico, il coordinatore del partito di Forza Italia, Giuseppe Palumbo sferra il colpo: “L'amministrazione comunale ha più volte ha rimarcato di avere salvato il Comune dal dissesto, ma in realtà sta nascondendo la polvere sotto il tappeto, rimandando il problema ai futuri amministratori e redigendo bilanci , per usare un eufemismo, “ aritmici “, nei quali vengono prese risorse delle quali non si ha disponibilità”. E ancora nella nota: “E' opportuno ancorché doveroso rimarcare, a questo punto, l’assenza totale del senso di responsabilità, da parte di tutti colori che hanno contribuito alla crescita di questa infausta situazione, approvando anche questo bilancio. Questa stagnazione surreale in cui galleggiano i consiglieri di maggioranza, sballottati tra i flutti del periglioso mare dell’amministrazione della cosa pubblica, che non riescono a tagliare il cordone ombelicale dal padre Canfora, si palesa nel fallimento dei punti di previsione dello piano triennale delle opere pubbliche 2015/2017, atteso che nessuna delle opere pubbliche previste nello stesso sono state realizzate. Ciò che però strappa una risata dal velo tragicomico è il Documento Unico di Programmazione. Oltre a denotare, come afferma Palumbo, la totale carenza di progettualità, risulta essere un documento redatto con scarsa attenzione, in quanto nella cittadina di Sarno, non c'è bisogno di abbattere barriere architettoniche delle strutture balneari, riqualificare il litorale, e completare la passeggiata a mare, bensì destinare fondi ai disabili, anziani, ai giovani e alle famiglie. Ma fa che l’attuale amministrazione , all’insaputa di noi cittadini, ha maggiore informazioni sullo scioglimento dei ghiacciai e sull’innalzamento dei mari e si prepara alla nuova stagione balneare? Quando si dice 'guardare avanti'”.
La replica dell'assessore Gaetano Ferrentino
L'assessore Gaetano Ferrentino replica al consigliere di Forza Italia Giuseppe Agovino sulla questione bilancio-passivita' frana. "Il consigliere Agovino - dichiara Ferrentino - commette un grossolano errore di valutazione. Nel suo ragionamento, non considera che, innanzitutto, il Comune è stato condannato a pagare il 25 % delle somme evidenziate. I circa 13 milioni sono l’intera sorta capitale delle sentenze. Mi sembra strano che uno come lui, che ha disegnato per circa 15 anni le sorti politiche e contabili di questa città, abbia commesso tale superficialità. L’amministrazione da lui sostenuta inviò una lettera di pre dissesto al prefetto. Noi ci siamo rimboccati le maniche. Come previsto dalla legge, gli uffici hanno conteggiato importi già pagati o che avrebbero dovuto essere pagati in futuro, in quanto le sentenze, solo superate le fasi delle impugnazioni, passeranno in giudicato. L’importo complessivo richiesto allo Stato era circa di dodici milioni e lo stesso ne ha rimessi circa cinque, a cui vanno aggiunti due milioni già inviati con la finanziaria e oltre ottocentomila utilizzati per le transazioni, per un totale quasi di otto milioni di euro. Sembra quasi che, in conformità alla lettera di pre dissesto inviata quando lui era amministratore, Agovino faccia il tifo affinché il comune fallisca".

