Comportamento anti-sindacale e dubbi sulle reali tutele ai dipendenti, un altro appello delle parlamentari del MoVimento 5 Stelle: nuove perplessità sulla “condotta etica” di Princes-Mitsubishi che ha deciso lo scorso 27 novembre di trasferire in tronco 55 dipendenti da Angri a Foggia. Un trasferimento effettivo dal 1 marzo, a cui tutti i dipendenti si sono opposti con fermezza e per cui si chiede l'intervento del Ministero dello sviluppo economico al più presto. In attesa dell'incontro ufficiale presso il Mise, i dipendenti però denunciano la totale chiusura dell'azienda su tale vertenza e una situazione anomala nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori.

“Chiediamo all'azienda di aprire le porte a tutti i rappresentanti dei lavoratori: potrebbe essere l'unica strada per trovare una soluzione condivisa in merito ai cambiamenti decisi dalla Princes sulla sede di lavoro. I dipendenti ci hanno segnalato come il comportamento arrendevole dei sindacati riconosciuti dal contratto collettivo, ovvero Cgil e Cisl, stia ottenendo solo il silenzio dell’azienda e i report degli incontri tra azienda e sindacati vengono dichiarati dagli stessi sindacalisti come inutili e non adeguati. La rabbia dei dipendenti è tanta e in netta maggioranza hanno optato per recarsi al sindacato autonomo, però non riconosciuto dall'azienda in quanto non firmatario del contratto collettivo nazionale. Ciò ha spinto i lavoratori rappresentati dal sindacato autonomo, alla denuncia di atteggiamento antisindacale” – spiegano le due parlamentari del MoVimento 5 Stelle - “Questa battaglia tra sindacati secondo noi, non porterà a nulla. Chiediamo all'azienda di trattare con tutti i rappresentanti sindacali e di rinunciare al trasferimento forzato dei 55 dipendenti a Foggia. A rischio vi sono la salute ed il benessere dei lavoratori” dichiarano la Senatrice Luisa Angrisani e la Deputata Virginia Villani del MoVimento 5 Stelle.

Le due parlamentari inoltre, continuano: “Noi ribadiamo ancora il nostro forte appello al “no” al trasferimento. Chi opera con la collettività sa benissimo che le scelte che determinano un impatto sociale oltre che economico non possano prescindere da un’analisi attenta e sensibile dell’oggetto della questione ovvero “la vita della persona” più che la persona stessa. Tutte le donne in Princes sono madri - anche di bambini in tenera età - e tutti i dipendenti o quasi pagano un mutuo per dare alla famiglia una casa. Non si può prescindere da coloro che versano in condizioni di salute particolari o che sostengono e non solo economicamente una famiglia con particolari problemi. Pur volendo inseguire la decisione aziendale i dipendenti tutti si interrogano sul come fare ad equilibrare lavoro e vita personale, la presenza a Foggia e la presenza nel proprio territorio oltre che all’interno della famiglia. Anche volendo superare i 180 km circa che separano la residenza dalla nuova sede di destinazione bisogna dire che Foggia non è Roma dal punto di vista dei collegamenti, ma nemmeno Napoli o le tante altre città ben collegate. I collegamenti per Foggia con i mezzi pubblici richiederebbero un tempo minimo di trasporto di circa 5 ore a tratta e non tutti hanno una patente ed un'auto – continuano le parlamentari Villani e Angrisani - Un’azienda che opera come etica e si prefigge di essere il leader etico del settore guadagnando posti e visibilità nelle ONG per garantire la sostenibilità economica del suo prodotto non può assolutamente prescindere da un’analisi volta a garantire la tutela della collettività e dell’individuo al tempo stesso. Nonostante questo però si sta continuando a proseguire sulla strada del trasferimento forzato – dichiarano la Senatrice Luisa Angrisani e la Deputata Virginia Villani del MoVimento 5 Stelle - La scelta di Princes LTD è sembrata ancora una volta in antitesi sia con gli interessi della stessa azienda che intende materializzare nei suoi prodotti gli obiettivi 2030 delle Nazioni Unite, i principi dell’ETI e più in generale l’approccio delle responsabilità sociali d’impresa sia con la sostenibilità sociale, la vita delle persone e della collettività di cui essi fanno parte – spiegano la Deputata Virginia Villani e la Senatrice Luisa Angrisani - La decisione sembra una ignara percezione delle soluzioni tecnologiche e digitali in essere o peggio ancora ad una maturata volontà di licenziare i dipendenti di Angri”.

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