Traffico di opere d'arte per finanziare l'Isis: a Vietri lo snodo tra camorra e 'ndrangheta | L'inchiesta

18 Ottobre 2016 Author :  

Dall'Isis ala Costiera Amalfitana: s ul traffico internazionale di reperti archeologici dell’Is, finalizzato all’acquisto di armi, si allunga l’ombra della camorra e della ’ndrangheta. Nei giorni scorsi la Procura di Salerno ha avviato un’indagine sul presunto traffico di reperti archeologici depredati dall’Is tra Iraq, Siria, Libano ed Egitto che, secondo un articolo pubblicato domenica da “La Stampa” farebbe tappa a Vietri sul Mare.

La Procura della Repubblica, diretta da Corrado Lembo, ha dato incarico alla polizia giudiziaria di approfondire le notizie e intanto è stata disposta l'indagine dei carabinieri del comando provinciale di Salerno, quelli del Ros e i colleghi del nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli. Secondo l’articolo dell’inviato della Stampa un intermediario della ’ndrangheta accompagnerebbe i clienti in un negozio che si trova a Vietri e lì ci sarebbe la vendita, necessaria all'Is per reperire denaro da destinare all’acquisto delle armi dalla mafia russa. E a fare da intermediari ci sono gli esponenti della mafia calabresi. Si tratta di un giro di affari che secondo l’Unesco, arriverebbe a circa 250 milioni di dollari, mentre agli intermediari andrebbero tra il 2 e il 5% delle vendite.

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