TORRE ANNUNZIATA – Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni camorristiche, ponendo fine all’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo.
La decisione arriva a pochi giorni dalle dimissioni irrevocabili del primo cittadino, maturate dopo le dure dichiarazioni del procuratore Nunzio Fragliasso durante la demolizione di Palazzo Fienga, ex roccaforte del clan Gionta. In quell’occasione il magistrato parlò di «troppe contiguità con la criminalità organizzata» e di ombre presenti all’interno dell’amministrazione comunale.
Nelle settimane successive la crisi politica si è aggravata tra dimissioni di consiglieri, revoche in giunta e nuove inchieste giudiziarie che hanno coinvolto esponenti del Consiglio comunale.
Lo scioglimento, proposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, comporta il commissariamento dell’ente e il rinvio delle elezioni per almeno 18 mesi. Le motivazioni del provvedimento saranno contenute nella relazione che accompagnerà il decreto.
Per Torre Annunziata si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose in quattro anni, un dato che riporta al centro il tema della presenza della criminalità organizzata nella vita amministrativa della città.


