Sono 27.000.675, per l'esattezza, gli euro che il Ministero del Lavoro ha destinato al trattamento straordinario di integrazione salariale e alla mobilità in deroga a beneficio dei dipendenti e degli imprenditori dei poli che rientrano nell'elenco delle aree di crisi industriale campane. All'ombra del Castelluccio c'è la parte più significativa del polo "Battipaglia-Solofra", che include la zona industriale cittadina e le aree di Salerno e Pontecagnano, oltre a quella del comune irpino. Nella lista ci sono altri venti sistemi locali del lavoro: c'è il polo "Acerra-Marcianise-Airola", che comprende 17 comuni del Napoletano, del Casertano e del Beneventano, e c'è il polo "Torre Annunziata-Castellammare di Stabia", che ingloba pure l'area industriale di Napoli orientale. E il 20 febbraio scorso il ministro Giuliano Poletti ha assegnato alla Campania i 27 milioni d'euro alla luce d'una comunicazione del fabbisogno previsionale che Vincenzo De Luca e gli altri amministratori della giunta regionale avevano inviato ai vertici del palazzone romano di via Veneto.
Le richieste
Le imprese industriali battipagliesi, salernitane, napoletane e di Solofra potranno far richiesta all'Inps d'una deroga alla cassa integrazione pure nei casi in cui la data di cessazione dei programmi di riorganizzazione aziendale, quelli di crisi industriale e i contratti di solidarietà, previsti dal Jobs Act, sia compresa nel periodo che va dal primo gennaio al 30 giugno 2018: un ulteriore intervento di integrazione salariale, che potrà protrarsi al massimo per dodici mesi ma senz'andare oltre il 31 dicembre. Prima d'ogni cosa, va stipulato al Ministero del Lavoro un accordo col placet del Ministero dello sviluppo economico e della Regione Campania. E va presentato dai vertici aziendali un piano di recupero occupazionale che preveda specifici percorsi di politiche attive del lavoro, concordati con la Regione e finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori. Lo stesso discorso vale per i lavoratori che cessano la mobilità ordinaria.