Coronavirus, a Potenza 22 morti in rsa per 'negligenza': 2 arresti per epidemia colposa

08 Marzo 2021 Author :  
Un "altoforno" più che un focolaio quello che in due rsa di Potenza ha causato la morte di 22 anziani durante la seconda ondata, tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre. In due, i gestori delle strutture, sono stati arrestati dai carabinieri dei Nas di Potenza, al termine delle indagini condotte dal procuratore capo Francesco Curcio. È il primo caso, dallo scoppio della pandemia, in cui è stato accertato un nesso di casualità tra i decessi e le negligenze nell'osservare le norme anticontagio."Abbiamo trovato persone deboli, fragili, ammassate nelle sale mortuarie, in posti di fortuna - ha detto Curcio - In strutture che potevano contenere al massimo 22 anziani e, invece, ne ospitavano 50. Su dieci dipendenti delle rsa - ha affermato - otto erano positivi e hanno continuato a lavorare, contribuendo a diffondere il contagio".Le accuse per Nicola Ramagnano, di 50 anni, di Marsicovetere e la sua socia Romina Varallo (45), di Polla (Salerno) sono di epidemia colposa, omicidio colposo e, per Ramagnano anche di circonvenzione di incapace.Le indagini hanno evidenziato "un quadro di assoluta inadeguatezza della struttura che, per ragioni economiche e di profitto, per un verso, ospitava un numero almeno doppio di persone 'fragili' e per altro verso, risparmiava su tutte le più elementari procedure anticovid.Nella struttura, autorizzate per 22 persone, sono stati ritrovati 49 ospiti, tra cui persone non autosufficienti, presenti in ogni angolo della casa alloggio e pure nella sala mortuaria.L'rsa fu posta sotto sequestro dai carabinieri del comando provinciale di Potenza, lo scorso 2 ottobre, nel corso della seconda ondata. Il provvedimento preventivo fu disposto dalla procura dopo che in due giorni furono registrati quattro decessi per Covid di persone che erano ospiti della struttura. Nonostante questo, uno dei due arrestati di oggi, ha provveduto ad attivare altre due strutture di accoglienza, in maniera abusiva, anche esse sottoposte a chiusura.In presenza di una anziana positiva, non fu effettuato alcun tampone prima del trasferimento in un'altra struttura a Brienza, nella casa di riposto San Giuseppe, dove si è diffuso un secondo focolaio. Ramagnano, inoltre, è accusato di circonvenzione di incapace. Dalle indagini è infatti emerso che ha convinto un anziano, approfittando del suo stato di infermità, "ad atti dispositivi del proprio patrimonio in suo favore".

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