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Scafati. Vivono con 200 euro al mese, il grido disperato: "Mi ammazzo, non riesco ad andare avanti"

24 Novembre 2016 Author :  

"Adesso veramente non riesco più ad andare avanti e non so in che modo posso vivere con dignità: dovete aiutarmi altrimenti potrei anche commettere un gesto estremo, cos'altro deve sopportare una persona prima di arrendersi?" Sono queste le parole di Alfonso M., malato, disoccupato e senza alcun reddito. Sua moglie è invalida al 100% e lui, non ha un lavoro né riesce a lavorare per la sua patologia. L'uomo è poco più che cinquantenne, insieme a sua moglie, ha affrontato tutto quello che la vita può riservare di negativo.

"Nella mia famiglia abbiamo vissuto diverse cose brutte: mia moglie che ha dei problemi di disabilità, da quando hanno anche sospesa l'attività del centro ricreativo Scafatese, è davvero difficile riuscire a gestire tutto riuscendo a mantenere la calma" spiega l'uomo "La nostra famiglia sopravvive mangiando solo pasta e legumi perché non abbiamo i soldi per comprare la carne, il pesce, il formaggio. Non abbiamo i soldi neanche per pagare l'affitto di casa e presto resteremo senza un tetto. Siamo due persone soltanto che vivono con poco più di €200 al mese della piccola pensione di mia moglie. Non possiamo permetterci nulla, siamo costretti a rivolgerci alla politica assistenzialista anche per mangiare. Riceviamo il pacco alimentare da parte del Comune, ma, forse per la fame, mi sembra sempre più povero e non basta che per due giorni. Ho chiesto anche un aiuto una tantum per la mia famiglia perché rischiamo di perdere anche la casa visto che sono mesi che non riesco a pagare l'affitto. Fino a che era viva mia suocera, grazie alla sua pensione, riuscivamo ad andare avanti, ma da quando è morta nulla si smuove". E Alfonso, ha anche una diginità che vuole conservare: “Mi vergogno di andare alla Caritas, ma non ho scelta. Qualche volta siamo costretti. La mia famiglia, mio fratello mi dà una mano come può ma nemmeno lui riesce a sbarcare il lunario”.

È una storia di povertà, quella di un dramma che ha colpito la famiglia del signor Alfonso, ma potrebbe essere quella di tante altre persone che da un giorno all'altro potrebbero vedere la loro vita andare a rotoli per colpa della crisi e della difficoltà di riuscire a lavorare, quando bisogna fare i conti ogni giorno con una battaglia contro una malattia come quella del 50enne oppure di sua moglie. "Sono andato ai servizi sociali diverse volte e ho chiesto all'amministrazione comunale una mano almeno con un contributo una tantum e invece ho ricavato soltanto attese e veleni" spiega l'uomo.
Proprio lui in estate era stato vittima di un'altra situazione molto particolare. Aveva smarrito i libretti postali e per un cavillo burocratico, anche quei pochi soldi che aveva sui suoi libretti intestati alla suocera, non era stato possibile recuperarli nemmeno per affrontare le spese della malattia e della fase finale della donna, che è morta poco dopo. Intanto la sua situazione economico finanziaria e quella familiare si è complicata in maniera molto grave tanto che l'uomo è stato costretto a ricorrere alle istituzioni, senza avere per adesso alcuna risposta. "Io sono disperato e chiedo un aiuto per me e per mia moglie, non possiamo vivere in queste condizioni dovete aiutarci" urla Alfonso minacciando anche gesti estremi "Non posso restare in questo stato ancora a lungo, non meravigliatevi poi di trovare il mio cadavere".

Una frase che fa male e che offende la dignità di una città in cerca di riscatto. Mentre si discute di referendum o di Brexit, mentre si punta il dito contro Trump o la Clinton, mentre si gestiscono le ore degli staffisti e dirigenti, mentre le nomine e gli incarichi sono in ordine del giorno, a Scafati come nelle amministrazioni provinciali o regionali, c'è una parte di città che non è molto interessata a quello che accade nel Palazzo, ma piuttosto vorrebbe che le istituzioni si occupassero di quello che succede a loro. Così dovrebbe essere. In risposta ci sono solo tagli alla sanità, ai servizi sociali. C'è una Scafati che resta indietro, c'è un'Italia che non riesce a sopravvivere.
Il grido disperato che Alfonso ha fatto al portale Punto Agro News.it, è la prova del fallimento delle politiche sociali dell'Italia in generale e di Scafati in particolare.

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Punto Agro News

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