Il nome di Damiani era finito subito dopo il delitto all'attenzione degli investigatori, ma pur essendo tuttora indagato per concorso in omicidio aggravato dalla finalità mafiosa l'uomo (assistito dall'avvocato Michele Sarno) ha sempre respinto le accuse e può esibire come carta difensiva a suo favore l'esame dello stube da cui è stato escluso che abbia usato armi da fuoco. " Per noi questo caso è una ferita aperta, ma andremo avanti fino all'ultimo giorno, senza trascurare alcun dettaglio " , dicono in Procura, dove da sette anni si indaga sul giallo del Cilento.
Il fascicolo è all'attenzione della pm Rosa Volpe, procuratore aggiunto a Napoli ma applicata dal Csm a Salerno proprio per coordinare l'inchiesta seguita sin dalle prime battute, e del pm Leonardo Colamonici, con il coordinamento del procuratore Corrado Lembo.
Vassallo fu ucciso con 9 colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata a pochi passi dalla sua abitazione di Pollica. Era in auto, con il finestrino aperto e il cellulare in mano. Con ogni probabilità, conosceva l'assassino o comunque non temeva che l'uomo potesse sparargli. L'arma, una calibro 9 baby Tanfoglio, è stata cercata dappertutto, anche in fondo al mare, ma non è mai stata trovata. In questi anni, gli investigatori non sono riusciti a sciogliere gli interrogativi legati a una traccia biologica e a un'impronta digitale rilevate sulla scena del delitto.
La scelta di eseguire i test del Dna ad ampio spettro è stata dettata proprio dalla volontà di non trascurare alcun dettaglio utile a scoprire la verità, reclamata a gran voce in questi anni non solo dai familiari del sindaco-pescatore ma anche dalla società civile, scossa dall'omicidio di un sindaco impegnato in prima linea per il suo territorio. Le indagini hanno fatto emergere che, durante l'ultima estate della sua vita, Angelo Vassallo era ossessionato dallo spaccio di droga che aveva invaso il Cilento e la sua Acciaroli. In questo contesto si sono mossi gli inquirenti, che hanno scandagliato diverse ipotesi e valutato ogni possibile movente. L'ultima proroga delle indagini nei confronti di Damiani scadrà alla fine di febbraio. A meno di colpi di scena, la Procura chiederà l'archiviazione di questo fascicolo. Questo però, assicurano gli investigatori, non impedirà di continuare a indagare. Cercando la verità sull'omicidio del sindaco-pescatore.

