Scafati/Nocera/Pagani. Falsi incidenti: avvocati e giudici arrestati, 27 nel mirino - I nomi

27 Settembre 2018 Author :  

Falsi incidenti per ottenere i rimborsi dalle assicurazioni. Tre giudici di pace e sette avvocati sono stati arrestati nell'ambito di una inchiesta coordinata dalle procure di Roma e di Torre Annunziata e condotta dalla Guardia di Finanza oplontina. Ventisette gli indagati. Ci sono anche periti assicurativi.
I dettagli
Nella mattinata odierna, il gruppo della guardia di finanza di Torre Annunziata ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali - emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di roma - nei confronti di 22 soggetti tratti in arresto in quanto coinvolti in un radicato sistema di condotte corruttive, che vede implicati soprattutto magistrati onorari e professionisti dell’area oplontina.
In particolare, l’attività di indagine ha consentito di ricostruire un quadro indiziario che evidenzia una sistematicità di condotte di “corruzione in atti giudiziari” perpetrate da diversi giudici di pace, numerosi avvocati e svariati consulenti tecnici, con riferimento a contenziosi civili riguardanti sinistri stradali, in talune circostanze caratterizzati da profili di falsità.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, sono in corso perquisizioni locali nei confronti di diversi indagati, alcune delle quali disposte dalla procura della repubblica di Torre Annunziata

Tutti i nomi degli arrestati

Antonio Ianniello di Salerno (giudice di pace)
Paolo Formicola di Napoli (giudice di pace)
Raffaele Ranieri di Scafati residente a Roma (giudice di pace)
Rosaria Giorgio di Portici
Carmela Coppola di Pompei
Filippo Costanzo di Pompei
Gennaro Amarante di Pompei
Antonio Cascone di Scafati
Aniello Guarnaccia di Castellammare
Eduardo Cuomo di Pagani
Nicola Basile di Castellammare
Ivo Garofalo Varcaccio di Torre Annunziata
Guido Garofalo Varcaccio di Torre Annunziata
Rodolfo Ostrifate di Castellammare
Pasquale Esposito di Gragnano
Francesco Afeltra di Sant’Antonio Abate
Luigi Ascione di Portici
Ciro Guida Pompei
Enrico Guerritore di Pompei
Vincenzo Calvanese di Nocera Inferiore
Fabio Donnarumma di Castellammare
Liberato Esposito di Castellammare
Dario Luzzetti Torre del Greco
Salvatore Verde di Torre Annunziata
Vincenzo Elefante di Castellammare
Marco Vollono di Castellammare
Luigi Coppola di Castellammare

Corruzione: incidenti stradali; 30 mila euro in casa giudice

Mazzette per 30 mila euro sono state trovate nella abitazioni di un giudice di pace e di una sua collaboratrice nel corso delle perquisizioni legate all'operazione che ha portato questa mattina all'arresto di 22 persone a Torre Annunziata tra cui anche alcuni avvocati. Corruzione in atti giudiziari, corruzione semplice e favoreggiamento i reati contestati dalla Procura di Roma e dalla Procura di Torre Annunziata che hanno coordinato gli uomini della locale Guardia di Finanza. Tra gli indagati anche alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine. L'indagine e' partita poco piu' di due mesi fa e in 45 giorni di indagine gli inquirenti hanno portato alla luce 37 episodi di corruzione. Un sistema "oliato" in cui erano coinvolti una ventina di avvocati e diversi periti oltre ai tre giudici di pace. Gli inquirenti hanno accertato che gli avvocati di fatto dettavano le sentenze ai giudici di pace e stabilivano a chi dovesse essere riconosciuta la responsabilita' di un incidente automobilistico.

Corruzione: avvocato a giudice,onorario alto,se ne accorgono

Mentre stavano scrivendo una sentenza "a quattro mani" l'avvocato "corruttore" si rivolge al giudice di pace "corrotto" e gli dice: "il mio onorario e' troppo alto, non esageriamo altrimenti se ne accorgono". E' emerso anche questo nell'ambito delle indagini della Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli) che hanno consentito di fare luce su un sistema di corruzione in atti giudiziaria di cui facevano parte, giudici di pace, avvocati, consulenti e anche medici. Ventitre', complessivamente le persone arrestate dai finanzieri. In un altro caso uno dei giudici corrotti si lamenta con l'avvocato "corruttore" per essersi presentato con la mazzetta, il tariffario prevedeva 500 euro "a prestazione" e gli sconti anche di soli 50 euro erano mal sopportati, composta da banconote da 10 euro, quindi troppo voluminosa e vistosa. Numerosi i presunti casi di corruzione emersi nell'ambito di contenziosi civili per sinistri stradali: il giudice concordava con l'avvocato di parte la nomina di un consulente compiacente a cui veniva chiesto di rilasciare una perizia "favorevole". Per la nomina il perito pagava una tangente al giudice di pace ma riceveva, a sua volta, un compenso dall'avvocato interessato ad ottenere una consulenza compiacente. Alla fine l'avvocato e il giudice di pace scrivevano la sentenza "a quattro mani", decidendo il danno, l'entita' del risarcimento, le percentuali di responsabilita' e l'onorario. Infine, in base alla somma liquidata, il giudice di pace si appropriava anche di un'ultima tranche della sua tangente.

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