Scafati. Processo Sarastra, accuse sui manifesti: avvocato nel mirino

03 Dicembre 2018 Author :  

Processo Sarastra, scontro in Aula e nuove indagini sull'avvocato difensore dell'ex sindaco di Scafati. Nuovo scontro in aula questa mattina nel processo Sarastra in cui Angelo Pasqualino Aliberti, ex sindaco di Scafati è imputato insieme a sua moglie consigliere regionale di Forza Italia Monica Paolino, suo fratello Nello Maurizio Aliberti e altri funzionari e politici dell'amministrazione sciolta per Camorra a Scafati.

In aula ancora una volta, a parlare dell'inchiesta è il capitano della Dia di Salerno, Fausto Iannaccone che ha raccontato le fasi delle indagini relativamente alle intercettazioni effettuate nel corso delle indagini, nonché la nomina di Ciro Petrucci (uomo considerato poi vicino al clan Ridosso Loreto) come amministratore dell'Acse. Ancora una volta nel mirino sono finiti i rapporti dell'ex sindaco con l'imprenditore Nello Longobardi, parte lesa in questo procedimento nonché Raffaele Lupo, ex consigliere provinciale e comunale di Scafati. Nella discussione il procuratore Vincenzo Montemurro titolare dell'inchiesta ha prodotto le fatture relativamente a pagamenti che Longobardi ha effettuato per i manifesti elettorali di Monica Paolino e quindi ha esplicitato quelli che erano i loro rapporti ma invece, su questo tema l'avvocato difensore dell'ex sindaco Pasquale Aliberti, Silverio Sica, ha asserito che si tratta di fatture fasulle. Una dichiarazione che ha fatto molto scalpore che potrebbe anche costargli un'iscrizione nel registro degli indagati in quanto la Procura ha chiesto di trasmettere questi atti e di approfondire la veridicità delle dichiarazioni. Intanto la prossima udienza è prevista per il 9 gennaio sempre nell'aula del tribunale di Nocera Inferiore. Protagonista sarà ancora il capitano Fausto Iannaccone.

Ancora nessuna richiesta di scarcerazione è stata presentata da parte del collegio difensivo dell'ex sindaco che resta quindi ai domiciliari a Praia a mare. La prossima udienza è fissata al 9 gennaio. Sotto accusa, oltre ad Aliberti e la moglie, il consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello Aliberti, l'ex consigliere comunale di Scafati, Roberto Barchiesi, l'ex staffista comunale Giovanni Cozzolino, il pentito ed ex boss Alfonso Loreto (abbreviato), l'ex vice presidente della società partecipata Acse, Ciro Petrucci, Andrea Ridosso, (abbreviato) oltre agli imprenditori Giuseppina Ametrano, Alfonso Cesarano e Catello Cesarano (stralcio). La vicenda è quella del voto di scambio politico mafioso nelle elezioni del 2013 e del 2015 per le regionali.

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