Dopo il successo della Carmen che ha inaugurato la stagione, secondo appuntamento con la grande lirica al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno. Da venerdì 19 maggio andrà in scena “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti. Per la composizione di Don Pasquale, capolavoro comico di Donizetti, l'autore bergamasco necessitò di un tempo di stesura assai breve: gli bastarono solo undici giorni. La scelta del soggetto pare sia dipesa dalla lettura del tutto casuale di un precedente libretto di Angelo Anelli. Incaricato dal Théâtre-Italien di Parigi di comporre un'opera buffa, Donizetti non ebbe esitazioni e decise di musicare la vicenda del vecchio burbero che, per fare un dispetto al giovane nipote, innamorato a suo dire della donna sbagliata, prende moglie e rimane alla fine gabbato. Nella tradizione dell'Opera buffa l'opera prende a riferimento i personaggi della Commedia dell'arte. Pasquale è Pantalone,Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina.
IL FATTO - Don Pasquale è un'opera buffa in tre Atti di Gaetano Donizetti. Il libretto scritto da Giovanni Ruffini (anche se firmato da Michele Accursi), è un rifacimento del libretto che Angelo Anelli scrisse nel 1810 per "Ser Marcantonio" di Stefano Pavesi. La controversia sull'attribuzione del libretto del Don Pasquale può essere definita un "bisticcio politico": Giovanni Ruffini era un mazziniano autentico, una delle anime della "Giovine Italia", esiliato in Francia. Il clima sociale francese in quegli anni era estremamente cosmopolita: il mondo della cultura era in fermento, l'Europa veniva destabilizzata da continue rivoluzioni. Parigi divenne il luogo ideale per l'incontro tra le posizioni politiche e culturali più disparate. Durante la stesura del Don Pasquale, quella che poteva diventare una lunga e fruttuosa collaborazione tra Ruffini e Donizetti, si trasformò in un calvario per entrambi. Ruffini era pronto a risentirsi per ogni richiesta o cambiamento in corso, richieste dal musicista; Donizetti, d'altra parte, con grande puntiglio faceva rispettare il suo diritto a richiedere nuovi versi, o a rifiutare quelli che non riteneva adatti. La diatriba finale fu sull'allestimento e i costumi dell'opera: Donizetti voleva per Don Pasquale un allestimento moderno, pur essendo l'opera un rifacimento di un libretto del 1810. Ruffini montò su tutte le furie e rifiutò di firmare il libretto. A dirimere la bagarre intervenne Michele Accursi (Amico di Donizetti), che propose di apporre le sue iniziali sul libretto. Per questo motivo, il libretto originale risulta a firma di "M. A.". Questo stratagemma favorì anche lo stesso Donizetti: in Italia, infatti, mal sarebbe stato accolto un libretto firmato da un esule politico condannato a morte, rifugiatosi in Francia. Nella tradizione dell'Opera buffa l'opera prende a riferimento i personaggi della Commedia dell'arte. Pasquale è Pantalone, Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina.
Dramma lirico in tre atti, libretto di Giovanni Ruffini
Prima rappresentazione: Parigi, Théâtre-Italien , 3 gennaio 1843
Direttore, Gennaro Cappabianca
Regia, Riccardo Canessa
Maestro del Coro, Tiziana Carlini
Scene e costumi, Alfredo Troisi
Don Pasquale, Roberto Scandiuzzi
Dottor Malatesta, Sergio Vitale
Ernesto, Juan Francisco Gatell Abre
Norina, Rosa Feola
Un Notaro, Luigi Cirillo
Orchestra Filarmonica Salernitana "Giuseppe Verdi"
Coro del Teatro dell'Opera di Salerno
Nuovo allestimento del Teatro "Giuseppe Verdi" di Salerno
Venerdì 19 maggio ore 21.00 Turno A
Domenica 21 maggio ore 18.00 Turno C
Martedì 23 maggio ore 19.00 Turno B

