La città torna a tremare, ancora una volta una bomba carta è stata piazzata davanti ad un'attività commerciale. Nel mirino è finito il bar "My love" di via Pasquale Vitiello a Scafati, aperto lo scorso 28 febbraio dalla giovane proprietaria Teresa Cannavacciuolo. La sua famiglia anni fa possedeva già un bar al vicino Rione Ferrovia, aveva deciso di aprire l'attività lo scorso mese all'incrocio tra via Pasquale Vitiello e via Santa Maria la Carità . Quasi certamente esclusa la pista del racket, si indaga sulla possibilità di un debito non saldato o uno "sgarro" negli ambienti legati alla criminalità . Nella notte tra lunedì e martedì, all'una e cinque minuti circa, un fortissimo boato ha svegliato la città e il violento rumore è stato sentito fino a 2 chilometri di distanza. La saracinesca del bar è andata completamente distrutta così come tutto l'ingresso del piccolo caffè di confine. Danni anche per alcune abitazioni vicine i cui vetri delle finestre si sono rotti irrimediabilmente. Il danno ammonta a circa 4mila euro per il bar e poche migliaia di euro per le case della zona. Paura anche nelle palazzine Iacp del popoloso quartiere di Mariconda, i cui abitanti inizialmente avevano pensato all'esplosione di un'auto (infatti non è il primo caso del genere a Mariconda). Invece nel mirino è finito il bar della zona che aveva aperto i battenti appena un mese fa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale tenenza alla guida di Saverio Cappelluti ed anche i vigili del fuoco che hanno accertato la presenza dei resti della bomba carta di tipo artigianale piazzata davanti alla saracinesca.
I carabinieri hanno anche verificato la presenza di videocamere di sorveglianza che potrebbero aiutarli nell'identificazione degli attentatori. Intanto si indaga su diverse piste. In primis, quella del racket e poi anche l'ipotesi di debiti della malcapitata proprietaria, ex titolare di un altro negozio in via Chiesa Madre. E' evidente che è tutto da chiarire e molto confuso ancora in queste prime fasi dell'inchiesta e non sarà esclusa nessuna pista da parte dei carabinieri del reparto territoriale alla guida del maggiore Enrico Calandro e supervisionati dal capitano Michele Avagnale. La donna è moglie di Gaetano Cavallaro (detto 'o micione), attualmente detenuto per il furto di motorini commesso nel parcheggio del centro commerciale La Cartiera. Ma, non è detto che l'episodio possa essere collegato al reato commesso dal marito circa 3 anni fa. Anche lei era finita in arresto per lo stesso motivo: un furto di generi alimentari, insieme ad una nota 20enne della zona, nel centro commerciale La Cartiera di Pompei, lo scorso novembre. Magro il bottino appena 200 euro.
Nel 2012 era finita invece nella rete del blitz Revival per lo spaccio nelle palazzine di Mariconda beccandosi le manette. Qualche anno fa in casa sua avevano poi trovato di nuovo cocaina e materiale da confezionamento che le erano costate l'arresto. La 33enne, figlia di Francesco Cannavacciuolo, detto “o pidocchio”, che in passato aveva aperto uno degli storici bar nel rione Ferrovia (quartier generale dell'ex boss Loreto), nipote di Antonio Di Martino detto "o'panzanatico" tutt'ora agli arresti domiciliari per reati legati ai furti di auto, è molto conosciuta in città. Da qualche settimana era riuscita a risollevarsi, sembrava aver risolto quelli che erano stati i suoi problemi economici e che stava affrontando vista anche l'assenza del marito e quattro figli da portare avanti. Ieri, per lei, un brutto colpo e poche spiegazioni al riguardo. Ai carabinieri la donna ha chiarito di non aver ricevuto minacce e poi ha specificato ad una tv locale: “Io ho intenzione di riaprire subito: non ci lasciamo intimidire da questo vile gesto. Mi hanno fatto questo solo per gelosia”.
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