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Sarno. Ortolani: "Biogas a Foce: potevano evitare uno scempio..."

06 Settembre 2016 Author :  

Sarno. Ora i sindaci scrivono all'Arpac. Con una lettera indirizzata al dirigente provinciale Antonio De Sio, i sindaci di Sarno, Striano, Poggiomarino e Palma Campania, sollecitano l'Arpac ad effettuare un sopralluogo nella frazione di Foce, dopo i continui miasmi provenienti dagli impianti biogas..Tanti mesi fa fu previsto, detto e scritto. Tante orecchie distratte. E si perde tempo! Per niente!” così Franco Ortolani, ordinario di geologia, nonché direttore del dipartimento di Pianificazione e Scienze del Territorio dell'Università Federico II di Napoli commenta la vicenda del biogas a Foce e gli incubi che stanno vivendo i cittadini della zona. “Era palese che quell'impianto fosse incompatibile con l'area urbanizzata e vicino al Santuario dell'Acqua Potabile di Foce. Perchè chi può, prima e quando si può evitare uno scempio, crede alle sciocchezze che dicono sistematicamente che non ci saranno problemi e che l'ambiente sarà più bello di prima? Per stupidità solamente? Mai detto di essere contrario alle innovazioni intelligenti. Sempre che vi siano pure le condizioni "ambientali" idonee. L'ubicazione della centrale a Sarno in area urbanizzata e vicino alle sorgenti di Foce mi sembra una stupida proposta. Abbiamo evidenziato che il progetto non si può realizzare in sicurezza ambientale e socio-economica. Il progetto è evidente che è improponibile!” commenta il prof. Ortolani. Nel 2013 il tecnico era stato chiaro: “Le due centrali sono potenzialmente e gravemente inquinanti e sono tali da peggiorare irreversibilmente e, quindi, con gravissimo danno anche alla salute pubblica le condizioni di importanza, peraltro strategica, delle risorse idriche presenti sul territorio. Le rocce carbonatiche, che costituiscono l’acquifero affiorante poco a monte degli impianti a biogas, rappresentano il serbatoio geologico che alimenta le sorgenti di Sarno e le falde presenti nei sedimenti alluvionali e vulcanici dell’Agro Nocerino - Sarnese utilizzate anche per l’irrigazione dei campi. L’inquinamento delle falde e delle sorgenti creerebbe danni irreparabili anche all’assetto socio - economico locale e regionale”. Una potenziale bomba ecologica che potrebbe portare dei danni irreparabili anche all’assetto socio-economico locale e regionale. In merito a tale vicenda, che è tecnica e, quindi, complessa per i non addetti ai lavori, è bene spiegare, in termini molto semplici, che il Servizio Urbanistica del Comune di Sarno aveva concesso il permesso a costruire sulla base dei pareri favorevoli dell’Arpac, dei Vigili del Fuoco, delle Soprintendenze interessate e di tutti gli Enti che hanno concorso al procedimento, pertanto attraverso il consiglio comunale dell’aprile 2013 si chiedeva agli stessi enti di rideterminarsi sulla questione, ma purtroppo da allora il caso è stato completamento lontano dalla questione politica. Nel maggio 2013 i Noe (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) apposero i sigilli ai due impianti di Biogas, ma il provvedimento durò poco. Negli anni a seguire c'erano stati dal sindaco o dalla Regione diversi provvedimenti di chiusura o messa in regola ma alla fine, lo stabilimento è funzionante e l'odore emesso sta mettendo in ginocchio gli abitanti di Foce e non solo. Si teme anche che queste esalazioni possano essere nocive e più volte è stato chiesto un monitoraggio. Nelle ultime settimane, infine, l'amministrazione comunale, di concerto con quelle di Striano, Poggiomarino e Palma Campania avevano anche interpellato l'Arpac. Inevitabile sentirsi dire da Ortolani “ve l'avevo detto....”.

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