Salerno. Migranti e ospitalità: c'è l'inchiesta di Anac e Corte dei Conti

26 Gennaio 2017 Author :  
Un miliardo e 300 milioni di euro: tanto costò all’Italia, fra marzo e settembre del 2011, fece arrivare l'accoglienza di più di 60mila profughi da Libia e Tunisia. Nella sola Campania, per l’accoglienza, si spesero 55,4 milioni, a fronte di una presenza, al dicembre 2011, di 2341 nordafricani: 900 tra Napoli e provincia; il resto (1.441) tra Salerno, Avellino, Benevento ed altri piccoli comuni. Ed è su queste cifre, sulle spese, sugli affidamenti che ora dovranno indagare la Procura di Napoli e la Corte dei Conti a cui, nei giorni scorsi, l’Anac, l’Autorità anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone, ha inviato una lunga relazione, evidenziando una serie di gravi anomalie. Un’inchiesta che investirà anche Salerno, tra le protagoniste dell’accoglienza di profughi nordafricani fino al 31 dicembre 2012 quando, finì l’emergenza e le competenze passarono al Ministero dell’Interno. In poco meno di due anni, dal 14 aprile 2011 al 31 dicembre 2012, la Regione stipulò, con affidamenti diretti, 67 contratti, di cui: 43 (più 5 rinnovi) con strutture alberghiere/ricettizie facenti capo a soggetti privati e con finalità lucrative; 24 contratti (più 1 rinnovo) con strutture ricettizie facenti capo a enti/soggetti con finalità non lucrative (mutualistiche). Le indagini dell’Anticorruzione hanno svelato, si legge nella relazione, «numerosi profili di anomalia» nella gestione dell’emergenza migranti». Le criticità individuate riguardano diversi aspetti della gestione dell’emergenza: «non risultano essere stati espletati, in capo ai soggetti gestori delle strutture di accoglienza dei migranti, i controlli sul possesso dei requisiti di carattere morale; non risultano effettuate le verifiche antimafia previste dalla legge; non è stato acquisito il Cig (Codice identificativo gara) relativamente ai contratti stipulati con i gestori dei servizi di accoglienza, con conseguente elusione della disciplina sulla tracciabilità dei flussi finanziari; la determinazione del corrispettivo giornaliero corrisposto alle strutture ospitanti non reca adeguata motivazione richiesta dalla Circolare del Capo del Dipartimento di Protezione Civile; sono state riscontrate carenze di adeguati controlli e verifiche sui soggetti gestori delle strutture ospitanti, sia nella fase prodromica alla stipula dei contratti che nella fase successiva di esecuzione contrattuale; per la fornitura di pocket money da parte della E.P. spa, l’individuazione del contraente, avvenuta in forma diretta, non risulta conforme al principio di libera concorrenza; la consegna dei pocket money non è avvenuta in conformità al contratto sottoscritto con la E.P. spa, in quanto, non essendo state raccolte le firme di avvenuta ricevuta dei buoni da parte degli aventi diritto, non è possibile attestare l’effettiva consegna degli stessi; né il Soggetto Attuatore ha espletato le opportune verifiche; e per la convenzione con la Onlus Un’Ala di Riserva, la liquidazione del contributo giornaliero riconosciuto contrattualmente all’appaltatore è stata effettuata in assenza di riscontro dell’effettiva presenza dei migranti all’interno della struttura, poiché i fogli presenza non risultano sottoscritti dagli ospiti».

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