"Viste le temperature straordinarie del mese di agosto – si legge in quella comunicazione ufficiale - si sta accentuando il disagio per i colleghi che lavorano nella casa comunale a cui va aggiunto l'odore nauseabondo del fiume Sarno e la mancata pulizia giornaliera degli uffici e dei servizi igienici causa scadenza contrattuale dell'appalto. Si invitano i responsabili incaricati dall'ente ad adoperarsi ad horas per attivare tutte le misure di urgenza affinché parta un piano di pulizia straordinario di tutti gli immobili comunali. Tale situazione microclimatica ravvisa un estremo di gravità sulle problematiche della sicurezza che potrebbe creare danni al personale dipendente. Si ricorda che uno dei compiti del datore di lavoro è quello di valutare i rischi di esposizione al microambiente laddove necessario. Pertanto si chiede a tutte le autorità competenti di attivarsi affinché si provveda alla pulizia di tutte le aule per rendere il luogo di lavoro consono e per tutelare la salute dei dipendenti che è un diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, così come garantito dalla Costituzione della Repubblica Italiana" si legge nella missiva cittadina.
La soluzione qual è? La soluzione è senza ombra di dubbio quella di bonificare il fiume il prima possibile o altrimenti dislocare gli uffici comunali. Un'alternativa potrebbe essere quella della ex manifattura di tabacchi di via Diaz dove, con una serie di piccoli interventi sarebbe possibile creare spazio a sufficienza per tutti comunali. Si tratterebbe di una sede sicuramente più consona alle esigenze dei dipendenti. È chiaro che si tratta solo di un'ipotesi da prendere in considerazione con le pinze, ma sembrerebbe l'unica possibile fino ad adesso. Intanto i comunali promettono battaglia perché non è più possibile tollerare miasmi di questo tipo, che mettono a serio rischio la salute dei cittadini.


