Lampade votive al cimitero, nulla di fatto, nessuna risoluzione seppur temporanea: per quest'anno non saranno installate le tradizionali lampade sulle tombe in occasione della commemorazione dei defunti. Questo è quanto emerge da una nota affissa all'entrata del cimitero a firma del responsabile area servizi al territorio che avvisa la cittadinanza :"...è emersa la necessità di effettuare accertamenti in ordine alla regolarità, tecnica ed amministrativa, del servizio delle lampade votive con la ditta affidataria. È assicurata però la continuità del servizio delle lampade votive perpetue ed è consentita l'installazione di lampade e croci alimentate con batterie o pile con spese a carico degli utenti". Gli accertamenti e le verifiche di cui si parla sembra siano iniziate a seguito delle indagini che riguardano gli atti e i servizi legati al camposanto di via Della Gloria. Nello specifico della vicenda se ne sta occupando il nuovo comandante dei caschi bianchi Giovanni Forgione. Tra incredulità ed accuse, la questione era all'inizio molto confusa, tra atti protocollati ma mai giunti negli uffici nel 2014 e interpretazioni di delibere del 2000. Così mentre si attendeva qualche giorno per una rapida soluzione del caso, cosi non è stato, tutto ora è al vaglio della Commissione, dell'avvocato del comune, Marciano e persino degli inquirenti. Questo per capire di chi sono le responsabilità sul mancato servizio, sul mancato controllo sull'appalto scaduto nel 2014. Da allora si andava avanti con un servizio comunale e non si sa come e su quale principio regolamentare.
IL MISTERO DELLA DELIBERA - Subito al lavoro la commissione stava cercando di risolvere il problema con la collaborazione dell'ufficio preposto. Sarebbe così spuntata una delibera di consiglio comunale datata 2000 (amministrazione Pesce) che in sostanza non avrebbe accettato l'allora proposta di prorogare la scadenza del contratto alla ditta affidataria dal 2014 al 2021, questo per ammortizzare i costi dei nuovi interventi sopravvenuti per la gestione dell'allora nuova ala nord del camposanto. L'allora consiglio comunale optò invece per un risarcimento, mai versato, e non per la proroga alla scadenza dell'appalto.
La delibera del 2000 andava a dirimere un contenzioso sorto tra l'amministrazione e la ditta affidataria che rivendicava il diritto , presente nella gara vinta nel 94, sotto la precedente gestione commissariale, per quanto riguardava la gestione della pubblica illuminazione nella nuova ala nord del cimitero costruita all'epoca, che nel frattempo era stata affidata all'Acse con un deliberato precedente.
La delibera in questione è datata 21 dicembre del 2000, erano le ore 19:30 quando nel Consiglio Comunale si discusse della proposta di revocare il precedente deliberato, dello stesso consiglio comunale, datato 30 dicembre 99, che affidava la gestione del servizio pubblica illuminazione della nuova ala nord del cimitero all'Acse e di affidare tutto alla ditta già affidataria del servizio nella restante parte del camposanto. Ai 25 presenti fu proposto di revocare il deliberato del 99 che affidava alla partecipata Acse la gestione dell'ala nord per evitare contenziosi e perché risultava poco conveniente, inoltre si proponeva per questo nuovo servizio di prolungare la naturale scadenza del contratto dal 2014 al 2021. Il deliberato proposto fu accettato in parte, non fu concessa alcuna proroga ma si stabilì un risarcimento alla ditta quantificato nella cifra di 28 milioni di lire da restituire nel 2014. La ditta nel 2014 non ha avuto alcun rimborso ed è andata avanti nel servizio senza che alcuno controllasse . La ditta affidataria nei giorni scorsi avrebbe, in una nota inviata alla commissione straordinaria, evidenziato che è in possesso di una missiva regolarmente protocollata in cui si evincerebbe che alla data della scadenza del contratto, nel 2014 dunque, richiedeva quanto le spettava e nelle more avrebbe continuato tacitamente il servizio con l'intento di recuperare quanto dovuto . Di questa missiva però non vi sarebbe traccia negli uffici preposti. Ora resta da capire le responsabilità di chi sono. Perché nel 2014 nessuno si è accorto della scadenza del contratto ? Come mai nessuno se ne è occupato? Perché questa nota protocollata dalla ditta non è agli atti degli uffici preposti? Al comune perveniva dal 2014 un ritorno economico? E se si, nessuno si chiedeva in base a quale contratto? Le altre ditte del campo, da sempre "interessate" al servizio, che avevano anche avuto accesso agli atti e dunque sapevano della scadenza, perché hanno taciuto?
Le risposte a queste domande sembra che non possano che giungere dall'ennesima indagine giudiziaria, chiamata a far luce sull'ennesimo mistero fatto di forzature e irregolarità nelle procedure amministrative a cui ci ha abituato, purtroppo, l'ex amministrazione Aliberti.


