Si era confuso tra i migranti, gli stessi che ascoltati dal magistrato hanno raccontato delle sevizie che erano stati costretti a subire, compresi i tentativi di violenza sessuale da parte dell’uomo. Ad emettere la sentenza a suo carico, ieri mattina, è stato il Gup del tribunale di Salerno Piero Indinnimeo.
L'accusa
L’ uomo è accusato di aver contribuito alla tratta di persone, avendo – secondo gli inquirenti – svolto il ruolo di carceriere e sorvegliante dei migranti durante la fase di prigionia in Libia, antecedente al viaggio verso l’Italia. All’ identificazione delle liberiano la Polizia è giunta attraverso testimoni che hanno identificato il loro aguzzino. Nel giorno dello sbarco nel porto di Salerno la Procura aveva emesso un decreto di fermo, eseguito dagli agenti della squadra mobile, evitando così che il 28enne potesse darsi alla fuga, dopo l’iter identificativo che interessa i richiedenti l’asilo politico. L’uomo fu richiuso nel carcere di Salerno-Fuorni dove è attualmente detenuto. Il 28enne si è difeso raccontando di aver fatto solo da interprete tra gli scafisti e i migranti ma di non aver preso parte all’organizzazione dei viaggi.

