Scafati. Aliberti in Tribunale: si attende il rinvio a giudizio. Il pm: "Sentiamo subito i testi"

11 Aprile 2018 Author :  

Richiesta di rinvio a giudizio per Angelo Pasqualino Aliberti, ex sindaco di Scafati e altri indagati sul sistema Scafati. Stamattina davanti al gup Ascolti del Tribunale di Salerno, in udienza preliminare, si è discusso sul rinvio a giudizio per tutti gli imputati per differenti accuse nell'ambito dell'operazione Sarastra. Presente in aula anche Pasquale Aliberti, suo fratello e sua moglie consigliere regionale.

L'accusa per voto di scambio politico mafioso è per l’ex sindaco della città dell’Agro, Pasquale Aliberti, che è ai domiciliari a Roccaraso, il fratello Nello, la moglie Monica Paolino, quindi il collaboratore di giustizia Alfonso Loreto, poi Ciro Petrucci, Gennaro, Andrea e Luigi Ridosso e Roberto Barchiesi. Per Aliberti è stato chiesto il processo anche per i presunti favori alle aziende funebri, con lui ci sono l’ex staffista Giovanni Cozzolino (già indagato nel voto di scambio), Giuseppina Ametrano, legale rappresentante della ditta "L'Eternità”, Alfonso Cesarano e Catello Cesarano, della ditta "Cesarano Nicola Pompe Funebri”. La decisione è stata rimandata probabilmente al prossimo 26 aprile, mentre per adesso solo il collaboratore di giustizia Alfonso Loreto ha chiesto il rito abbreviato attraverso i suoi legali.

Le investigazioni condotte dalla Dia di Salerno coordinata dal colonnello Giulio Pini e dal Capitano Fasto Iannaccone, nell'ambito dell'operazione Sarastra (pm Vincenzo Montemurro) hanno consentito di raccogliere significativi elementi di responsabilità a carico degli indagati. Nello specifico Pasquale Aliberti, Nello Maurizio Aliberti e Gennaro Ridosso sono accusati, sempre in concorso, anche di minaccia aggravata e violenza privata aggravate dal metodo mafioso ai danni della giornalista di Punto Agro News Valeria Cozzolino; mentre Gennaro Ridosso, Luigi Ridosso e Alfonso Loreto dovranno difendersi dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per il filone dei presunti favori alle ditte funebri invece viene contestato il reato di abuso d’ufficio con l’aggravante del metodo mafioso. L’inchiesta è una costola dell’operazione «Sarastra» che vede Aliberti già destinatario di misure cautelari.

L'udienza è stata un po' ricca di colpi di scena: innanzitutto è stata chiesta e respinta una ricusazione del giudice per presunta incompatibilità. I legali di Aliberti hanno chiesto il riconoscimento dell'inutilizzabilità di alcuni atti perchp presentati fuori termine. Le parti civili (gli imprenditori Aniello e Fabio Longobardi, la giornalista Valeria Cozzolino e il Comune di Scafati) si sono costituite al processo. Invece il pm Masini del Tribunale di Salerno ha chiesto un incidente probatorio per sentire in anticipo alcuni testimoni che potrebbero essere ulteriormente intimiditi dalla situazione in città. Anche su questa richiesta pende ancora la decisione del giudice.

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