Piovono di nuovo polemiche sull’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi, ma questa volta si schiera dalla parte dell’opposizione all’ampliamento dell’edificio uno dei più importanti studi nazionale d’avvocati a tutela della salute della popolazione residente nell’area interessata dai lavori. Il ricorso contro il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’ente nazionale per l’Aviazione civile e della regione Campania è stato depositato il 4 maggio al Tar della Campania per la sezione Salerno e chiede l’annullamento del decreto del febbraio del 2017 con cui il Ministero dell’Ambiente sanciva la compatibilità ambientale del mega progetto di ampliamento.
Il ricordo
Il ricorso amministrativo ha sottolineato, più volte, ciò che appare come un vero e proprio attentato all’ambiente, al territorio e alle numerose attività e beni che sorgono in quella zona. Innanzitutto, la vocazione agricola della zona, già radicata da tempo, e che presenta vaste aree coltivate, poi le importanti emergenze turistico-archeologiche con resti di necropoli etrusche e opere di ingegneria romana ed infine le numerose osservazioni e studi tra cui quello dell’oncologo salernitano Vincenzo Petrosino.
L'ampliamento
Dal punto di vista immobiliare, l’ampiamento dell’aeroporto, con un investimento di oltre 75 milioni di euro, prevede un esproprio di numerose particelle per un totale di ben 54 ettari di terreno e abitazioni, pari a oltre 60 campi di calcio, introducendo una serie di pericolose ed inopportune criticità per gli abitanti e il territorio.


