Si è tenuto oggi pomeriggio a partire dalle ore 16:30 il comitato di ordine e sicurezza provinciale del comune di Scafati. Tutto mentre è alle porte la proroga di altri 6 mesi per la triade commissariale al comune di Scafati capitanata da Giorgio Manari. Nel summit si è stilato un piano di concerto con finanza, capitanata da Napolitano, antimafia, con il colonnello Pini e il capitano Iannaccone, agenzia per i beni confiscati, per decidere il destino degli immobili sul territorio cittadino confiscati alla criminalità. Presenti anche i vigili urbani, guidati dal comandante Forgione e il comando provinciale e territoriale dei Carabinieri, oltre che tenenza di Scafati (Vitolo) e il procuratore capo del tribunale di Nocera Inferiore, Antonio Centore e polizia.
La task force
E' stata messa in campo una task force multidisciplinare di sicurezza e di presidio del territorio che deve agire in modo sinergico contro il fenomeno degli abusi edilizi, della criminalità organizzata, per il controllo ed il contrasto a reati criminali, ma anche illeciti amministrativi e burocratici.
Lo scenario
L'incontro è stato deciso già qualche settimana fa, ma adesso ha assunto un significato ancora più importante dopo l'operazione di ieri in cui è stata smantellata l'organizzazione nascente del clan Matrone Buonocore. Un provvedimento che è riuscito a portare all'arresto di 6 persone ed in particolare, 4 in cella e due e ai domiciliari.
I dettagli dell'inchiesta contro il clan Matrone Buonocore
In queste ore la procura Antimafia sta continuando ad analizzare alcuni dei dettagli di questa inchiesta che potrebbero condurre a dei nuovi risvolti. Nello specifico è stata presa in esame l'esistenza di un bunker che poteva essere utile per ospitare alcune personalità attualmente ricercate dalle forze dell'ordine. Nel mirino quindi, ci sono i legami del rinnovato clan con le altre organizzazioni del territorio. Inoltre, si discute anche di un altro filone riguardante le attività del clan, oltre quello dello spaccio di stupefacenti e nello specifico, quelle del gioco d'azzardo e delle slot.
Il racket per le slot e l'affaire "macchinette"
Tra i meccanismi di finanziamento maggiormente redditizi del clan, vi era proprio la chance di poter acquisire il controllo del territorio attraverso l'imposizione dei propri giochi elettronici a bar e attività similiari. Una parte ancora poco battuta in questa inchiesta ma che potrebbe portare a scenari sorprendenti. Nei prossimi giorni ci saranno intanto gli interrogatori di garanzia per Giuseppe Buonocore, Vincenzo Nappo, Antonio Palma, Francesco Berritto. Restano detenuti Pasquale Panariello e Giovanni Barbato Crocetta.

