Prima prestavano soldi a cittadini comuni o ad imprenditori in difficoltà, poi ne chiedevano la restituzione, con tanto di interessi. E lo facevano minacciando esplicitamente di morte le vittime, spesso anche rivolgendosi ai loro familiari. La Procura Antimafia ha chiuso le indagini su sette persone accusate di associazione di stampo mafioso, usura ed estorsione. Tra i nomi spiccano quelli del «boss» Dante Zullo e del figlio Vincenzo, coinvolti negli ultimi mesi in almeno tre blitz della procura Dda, indagati insieme ad altre cinque persone. Ora dovranno affrontare il processo sui diversi capi di imputazione che li vedono coinvolti nell'inchiesta di associazione di stampo mafioso, estorsione ed usura.

