Ventotto anni e sei mesi di carcere, vale a dire tre anni e due mesi a ciascun indagato con l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. È questa la pena stabilita dal gup Piero Indinnimeo a carico dei nove ragazzi, tutti dell’Agro, accusati di essere gli autori dei raid alle auto in sosta a Salerno. Ad essere condannati, con rito abbreviato, sono stati gli autori dei raid alle auto. Pesanti i capi di imputazione a loro carico: concorso in devastazione e saccheggio. Aggravati, da un punto di vista morale, dall’assoluta mancanza di motivazione se non quella di «divertirsi» e trascorrere una «serata diversa». Per loro il pm Katia Cardillo aveva chiesto cinque anni. «Un gioco». Dopo gli arresti - andarono tutti ai domiciliari - i nove ragazzi avevano riferito al giudice per le indagini preliminari che li interrogò, di averlo fatto così, per giocare. In particolare, avevano parlato della vandalizzazione di sessanta auto sul lungomare di Salerno, avvenuta la notte tra il 10 e 111 ottobre scorso dello scorso anno.

