Tutti prosciolti, perché il fatto non sussiste, i pescatori della costiera amalfitana che erano stati accusati di malversazione ai danni dello Stato. A disporre il non luogo a procedere è stato il giudice Maria Zambrano: per il gup «stante la natura del finanziamento, concepito come indennizzo per la cessazione dell’attività di pescatore, e la genericità dell’impegno ad una riconversione professionale che - a differenza della cancellazione dal registro dei pescatori non andava neanche anticipata in termini meramente progettuali - la mancata destinazione delle somme percepite ad intraprendere altre attività non può ritenersi una condotta penalmente rilevante». Una quarantina gli imputati, titolari di pescherecci da Cetara ad Amalfi che, secondo le accuse, pur beneficiando dei fondi europei destinati all’adeguamento delle flotte o alla loro riconversione, non avevano predisposto i relativi progetti imprenditoriali.

